Ora è tempo di piangere
Quando nel mio viso apparve luce
miracolo
il tuo si rabbuiò
che di luce non v'erano pozze da riempire
e le tue lacrime non potevano andar sprecate;
servire dovevano a non partire
che l'umano vantaggio
ne avrebbe tratto.
Il tuo.
fù dalla piazza che l'urlo si udì:non t'amo
Ti si ingrossarono le ghiandole
quelle che sono lì sotto la lingua,
sbavando parole avvolte da nero fumo
macchiasti ogni mio candore
e ancora con un po' di sottogola urlasti:
questo è amore!
Abbia pietà di te l'amore
che forse non sai...
è un Dio che veglierà su noi
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (2)
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Silvia De Angelis13 marzo 2010
Profonda espressività e particolari sensazioni imprimono originalità ad una lirica gradita alla lettura
Giuseppe Monteleone25 marzo 2010
Sembra la Genesi... un uomo e una donna costretti ad amarsi... sotto l'occhio vigile di Dio... brava... grazie...


