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Riflessioni 12 marzo 2010 · lettura 1 min · 2561 letture

Le ombre della notte

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Non riuscì a morire disossando scheletri, la notte, e cibandosi di carogne putride, rabbiosamente tentò di accendere il giorno. Non voleva più vivere in quel nero, lugubre compagno di sempre, latore di foschi pensieri, di spaventose ombre nascoste pronte all'attacco. E allora provò in tutti i modi a scavarsi la fossa con le mani e più scavava più trovava ossa, e più scavava più affondava nel suo stesso abisso. Non ce la fece a morire, la notte. Alla fine di un altro giorno, ritornò in vita.
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Spesso piangersi addosso nei momenti bui, senza cercare aiuto, non fa altro che accentuare la sofferenza... Rifiutare tutto, chiudersi in se stessi equivale a morire un po' per volta...

L'autore
Rossella Gallucci
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Commenti (14)

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Aldo Bilato12 marzo 2010

Questa è una splendida poesia... versi i tuoi, come sempre, alti e significativi... solo non so, se son io che non so capire la chiusa, o forse è che mi spiazza così tanto... cià.

D
Dalassa12 marzo 2010

E' difficile nei momenti di cupa crisi d'esistenza tendere la mano e chiedere aiuto. Tutto sembra insormontabile all'animo ...e si attendo gli eventi.

Clara Gismondi12 marzo 2010

Molto Bella questa poesia! Le ombre della notte sanno andare molto in profondità ma a volte provocano incubi e l'istinto è quello di svegliarsi per sapere che era un sogno. Ma la notte ritorna e con lei tutto, speranze e paure! Io l'ho percepita così forse perché a volte la vivo così.

Rita Stanzione12 marzo 2010

Sono senza parole! Che fantastica poesia, drammaticamente bella!

Rita Minniti12 marzo 2010

Si presenta in una veste graffiante questa poesia, dove l'autrice si affida ai versi per trasmettere quanto di più profondo ha nell'anima, regalandoci commozione e suggestive immagini. Particolarmente efficace è il messaggio che riesce a trasmettere, con l'eleganza propria dei suoi versi. Le immagini che ci propone, sono di chi, in solitudine e disperata tristezza, non vuole chiedere aiuto a nessuno, limitandosi a farsi male e a combattere contro ombre e paure, annullandosi davanti a"foschi pensieri/di spaventose ombre nascoste". Tutto... fino a non riuscire ad uscirne, rendendosi conto che, l'unica possibilità di sopravvivenza,è quella di ritornare alla vita, affidandosi così all'aiuto di chi, certamente, potrà dargli una mano. Splendida!

Giovanna De Santis12 marzo 2010

struggente poesia nel tema di realtà odierna magnifica la stesura infiniti inchini alla sensibilità e bravura dell'Autrice

Moreno il Duca12 marzo 2010

bellissima poesia da bloccare le parole sulle labbra nei momenti bui in cui siamo affranti e disperatamente soli ci vien difficile cercare un appiglio una parola, tutto ci sembra maledettamente complicato e difficile, e si aspetta ...aspetta che passi e complimenti per la tua bravura

Berta Biagini12 marzo 2010

Quando tutto nella vita si fa plumbeo è difficile riuscire a condividere il nostro pensiero con altri e ci rintaniamo facendo solo il nostro male – capisco benissimo questi versi perché purtroppo vissuti più volte – forse non importa nemmeno parlare con qualcuno, perché la forza va trovata in noi stessi. Molto molto sentita.

Salvatore Ferranti12 marzo 2010

i momenti bui sono parecchi in questa vita, ed arrivano in maniera inaspettata... in quiei momenti dovremmo mettere da parte l'orgoglio ed accettare l'aiuto dei veri amici. so che non è facile, ma è quello che dovremmo fare, per poter risalire più in fretta. poesia molto riflessiva, e molto bella.

Bisognerebbe sempre non varcare quel confine tra essere consapevoli del bisogno di aiuto ma rifiutarlo perché a volte è più facile affossarsi... Ma nella maliconia di questa poesia, la chiusa forse rileva un piccolo aiuto... Bella una poesia di grande classe. Applausi e inchini

Antonella Bonaffini12 marzo 2010

Bisogna pure trovare il coraggio di denunciare il nostro malessere agli altri e purtroppo non è sempre semplicissimo. Bellissima.

Barbara Rossi12 marzo 2010

Uscire dalla propria tana di dolore... dove si vive in totale solitudine chiudendo il mondo al di fuori, ci vuole tanto coraggio, non sempre è semplice. Apprezzata tanto!

Giorgia Spurio12 marzo 2010

stupenda metafora dove protagonista è la personificazione della notte... lacera questa scena di un suicidio non riuscito, una donna che arrabbiata si ciba di carogne e scava la fossa... la notte che tentò di accendere il giorno... tentò ancora di bruciarsi di un tocco di quella luce che è il sole della speranza. stufa la notte di quel nero lugubre, di quei foschi pensieri, di quelle ombre spaventose pronte a divorare. ma negli ultimi versi... c'è un'antitesi fortissima... da una parte la notte è dispiaciuta perché il suo progetto di morire non avviene... ma dall'altra arrivò la luce, il giorno che poi finisce ridonandole vita. meravigliosamente bella

Angela Rainieri13 marzo 2010

Lirica meravigliosa espressa con notevole proprietà linguistica e uso magistrale di metafore... Condivido pienamente il commento dell'amica Giorgia Spurio che mi ha preceduta e nell'omaggiarti con un bel fiocco di merito. Complimenti, veramente splendida.