La mia mano scivola lenta
Grazia Longo
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Io ti ho graffiato l'anima
tu mi hai morso il cuore.
I nostri fiati di ieri
-i miei e i tuoi-
caldi fiati d'amanti
restano indelebili e coagulati
sui vetri appannati dal desiderio
-il mio e il tuo-
mai sopito, mai cancellato.
Non s'appanna nei tuoi sensi
il ricordo di me infuocato
e nella notte ti viene a cercare
inesorabile e crudele ti trova
nel tuo letto d'amore svuotato.
Fuggi pure dalla tua vita
se vuoi,
insegui le tue prede,
resta lì come una ferita
nel tuo deserto
usato e abusato.
Ancora nell'anima ti respiro
e ancora ti cerco e ti voglio
in un letto pieno di silenzio
metto a tacere il mio orgoglio
e la mia mano scivola lenta
sul mio corpo abbandonato
e accarezza il mio desiderio
-intatto e immutato-
nel ricordo di te
piacere rubato.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (4)
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Nadia Mazzocco13 marzo 2010
Ecco la vera bravura di ESSERE Poeti! ." E tu... lo sei..." con la tua lirica armoniosa che emana grande fascino. Applausi!
Salvatore Ferranti13 marzo 2010
poesia molto graffiante, un amore che si stende nel ricordo, che rimane vivo, come la voglia di amare, di appartenere ad un altro cuore. molto bella.
Barbara Rossi13 marzo 2010
I tuoi versi mi hanno incantata... poesia che ha il sapore di un'attesa dell'uomo che furtivamente ha assoporato l'intensità di un amore rubato... proibito. Inchini e fiocco!
Antonio Biancolillo14 marzo 2010
Madonna che bella... una lettura strepitosa... sapientemente sa graffiare spargendo intorno l'essenza di eros furtivo... Credo che meriti tantissimo...




