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Introspezione 14 marzo 2010 · lettura 1 min · 5929 letture

Il bimbo del circo

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Volge il capo ad est la Luna e il collo bianco viene morso dalle nubi Tramonto di rose calpestate e di profumi che gli aranci in inverno inebriano i sogni Lo vidi un giorno... un giorno qualunque... di una sera appena nata al suo finir di tinger le ali degli aeroplani... il bimbo che sapeva volare il bimbo che cantava il bimbo funambolo passeggiare Aveva gli occhi del cielo e lo sguardo della morte Sorrise... Mi scambiò per sua madre... Al seguito sul filo sopra al vuoto della città lo seguivano i fedeli seguaci animali che dondolando seguivano la sua fischiettata filastrocca come dal flauto magico la profezia di Orfeo Camminavano cibandosi di vuoti e delle fantasie dei passanti che alzavano il naso in su per vedere lo spettacolo incredibile del circo arrivato in città Rapito respiro dei sonnambuli dalle occhiaie che cercano un fiocco di neve mentre le insonni onestà si aggrappano a fiori secchi che l'estate ama... stringe e soffoca... Il bimbo se ne andò... oltre i tetti della nostra città...
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La nostalgia...
la nostalgia di tornare bimbi e immaginare di essere un funambolo, il migliore del circo.
vi ricordate il circo errante di una volta? il suo grande fascino e i suoi misteri. le sue famiglie e i bambini che accorrevano?
il circo che era per il bimbo di una volta.
forse sì, è la nostalgia di un sogno, la nostalgia di poter sognare ancora... ancora Tutto quello che è Possibile e Impossibile, per poterlo realizzare.
e forse... noi oggi ancora lo cerchiamo quel Bimbo, che camminava sui tetti e sui fili delle città. (non parlo né di bambini né di animali costretti a lavorare. uso il circo come metafora di un'età e di un'epoca ormai passate. parlo per esempio di me bambina di 5 anni che avrebbe voluto esser brava come la ragazza acrobata e capace di parlare con gli animali. perché è così da bambini, si guarda le cose senza malizia. poi si cresce e si nota nel bambino funambolo "lo sguardo della morte") "il bimbo del circo" non è forse altro che la personificazione di un'infanzia sfocata e ricercata. buona lettura2 agosto 2011
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (11)

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Simone Bello14 marzo 2010

Una poesia di leggera velatura malinconica, che mi ha molto colpito per il fatto che si discosta da molte altre tipologie di poesia... versi che mi trascinano in una dimensione in cui regna la fantasia... Bella...

Raggioluminoso14 marzo 2010

Una introspezione quanto mai originale, voglia di sognare e di leggerezza, nonostante il velo di malinconia che la rende ancora più affascinante. Versi che incantano per la fantasia evocata. Molto piaciuta!

Antonella Bonaffini14 marzo 2010

Tu hai l'indubbia capacità di incantare il lettore... immagini suggestive in uno stile altamente poetico e del tutto originale!

Malinconia del circo: umanità sempre in viaggio, senza radici, sospesa tra il vuoto e il nulla. Il tempo di un fugace incontro, di uno scambio di sguardi e tu vorresti andartene via con loro, il bambino vorrebbe fermarsi qui, per farsi accarezzare... Ma il battito di ciglia è veloce... Fu soltanto sogno? Chi lo può sapere? resta un sapore dolce amaro, che non se ne vuole andare...

Giorgio Lavino14 marzo 2010

Aveva gli occhi del cielo e lo sguardo della morte. Che anima geniale che hai. Anch'io andavo al cielo e il cuore mi batteva quando il leone apriva la bocca e quell'uomo infilava la testa dentro. Ma ero piccolo. Il cerco è roba per ragazzi. Ora sono grande. Non ci vado più. No, non sono io a parlare. Ma quel cretino dell'ultimo piano. Sempre favolosa la nostra Giorgia.

P
Pp14 marzo 2010

Versi colorati di malinconia e scritti con l'anima di chi sa guardarsi dentro e può insegnare molto... Stupenda da conservare e rileggere!

Rossella Gallucci14 marzo 2010

Versi malinconici come malinconico è il circo in questa figura di bimbo costretto a girovagare senza più radici, che cerca con lo sguardo la madre, funambolo con gli "occhi del cielo" e "lo sguardo della morte"... Una poesia un po' onirica, un'introspezione molto originale che scava nel fondo dell'anima alla ricerca di sé...Metafore sempre molto suggestive e un lessico molto raffinato. Davvero bellissima

Clara Gismondi14 marzo 2010

Grande magia e nello stesso tempo malinconia in questo affresco di personaggi che si uniscono in un unico destino. Destino segnato dal filo sopra i mondi che fa sognare ma del vuoto è regno. Avrebbe bisogno di qualcosa per vivere non solo della fantasia della gente, il bambino funambolo, forse di una vera madre che lo sappia ricondurre sulla terra e sappia dargli quello che gli manca, l'amore. Ho viaggiato con la fantasia, le tue poesie mi prendono e mi fanno andare oltre... Bella bella!

Salvatore Ferranti14 marzo 2010

poesia che è come una dolce favola, che incanta il lettore, trascinandolo con dolcezza in un mondo nuovo...

D
DarioC 8511 agosto 2011

Certe strofe sono davvero magiche (come la prima e la seconda), altre invece sono un po' troppo descrittive (le quattro strofe più lunghe). Nel complesso la trovo comunque molto piacevole.

Garbofania12 agosto 2011

Mi spiace ma non trovo nessuna magia nel circo e nell'utilizzo di bambini e poveri animali nati per essere liberi e non schiavi della nostra stupidità.La poesia è come sempre scritta meravigliosamente, semplicemente non condivido l'opinione dell'Autrice .Animali costretti, bambini che lavorano...