Ovunque ci può essere un 'amico
You Don’t Know Me
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avevo nostalgia di un pensare avverso
che rifletteva i toni in un discorrere lento
fatto di parole e sentimento
era la compagnia giusta
verso la fine del giorno
quando la sera scesa col suo freddo
rubava anche il calore dentro le ossa
avevo nostalgia di una risata aperta
confusa coi discorsi del pallone
lì sugli spalti freddi di dura roccia
bastava a scaldare gli animi e gli umori
diventavamo subito schietti e divertiti
eppure eravamo soli...
intorno il vociare acceso di chi
seguiva il gioco e le risposte in campo
senza decoro e mi ricordo l'occhio nero
che un calcio involontario rendeva vero
avevo nostalgia ma l'amicizia non muore
se il senso di ogni parola è senza dolore
ci si divide poi e il tempo non perdona
si cambiano le divise e anche la squadra
ma la fortuna è cieca e non certo fessa
se ha permesso al tempo di ritrovare
l'amicizia in altri luoghi forse non è la stessa
a tanti rimane una bella stretta di mani
un saluto una parola ma agli amici resta
una parola sola... grazie di esserci una volta ancora
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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Salvatore Ferranti15 marzo 2010
l'amico vero non tradisce mai... purtroppo, di amici veri ce ne sono talmente pochi. chi ne ha, deve tenerseli stretti, non lasciarseli scappare, perché è proprio vero che sono un tesoro... molto bella ed intensa, questa poesia. applausi.
Enio Orsuni15 marzo 2010
chi trova un amico trova un tesoro ma, chi trova un tesoro, quanti amici trova... bisogna saper discernere, non è facile isolare quello giusto dagli altri.


