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Riflessioni 15 marzo 2010 · lettura 1 min · 2570 letture

Corto circuito

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Trambusto dell'anima, carte spaiate, asso di picche esce dalla manica. Slogan, rumore cartello, fragore. Giacche doppiopetto, valigette 24 ore, tacchi vertiginosi, labbra al botulino. La vita nella morte. Decadenza di un mondo ai limiti dell'esistenza. Oggetti saltellanti, non più inermi rubano vita. Ragno nero divora, si arrampica, mette radici, fagocita umani. La luna mi guarda, ma è fuggita con l'altra me. Corto circuito. Disastro annunciato. Mi chiudo dentro, troppe mandate, la chiave s'è rotta. Non respiro più. Forse sono morta.
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A volte, guardandomi intorno, osservando la gente, la vita frenetica della città, ascoltando discorsi più o meno occasionali, mi sento un'aliena...

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Rossella Gallucci
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Commenti (14)

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Salvatore Ferranti15 marzo 2010

capita spesso anche a me. forse perché noi siamo anime sensibili, e siamo lontani anni luce dai disvalori di questa società dell'immagine e dell'apparenza... poesia molto bella

P
Pp15 marzo 2010

Versi cadenzati, letti col respiro sospeso... Chiusa amara. Da rileggere, condivisa e apprezzata, !

Aldo Bilato15 marzo 2010

Questa poesia ha tutto: versi cadenzati, ricercati, ritmati... a iosa i significati... ed un destino... d'esser sgnalata e di fiocchi incorniciata... apprezzatissima. cià.

Enrico Baiocchi15 marzo 2010

Il tempo di un poeta è sempre fermo, non può seguire i ritmi dettati dalla vita, rifugge gli specchietti che accecano. Poi quando esce dal suo vetro si rende conto del tempo che è passato, del frastuono che regna intorno e sconsolato appena può ritorna nella tana lasciandosi cullare dalla sua fantasia. Versi veri e spettrali di un mondo che non ci appartiene. Condivisa tantissimo.

Maurizio Melandri15 marzo 2010

L'ansia che traspare dai tuoi versi é il risultato di una sensibilità che oggi é difficile trovare in giro e che accomuna i poeti. .

Kiaraluna15 marzo 2010

Una società perla dell'inciviltà,in cui non mi riconosco, una torre di Babele dove ognuno parla la sua lingua. Ottima poesia, complimentissimi.

Giovanna De Santis15 marzo 2010

versi incalzanti per come scorrevoli ed affascinanti condivisa appieno in un caotico mondo ci sentiamo spesso come fossimo in altra dimensione Magnifica poesia strapiaciutissima!

D
Davide Schieppati15 marzo 2010

forte senso di claustrofobia... in questa ottica il finale pare quasi liberatorio... mi ha colpito molto la tua poesia...

Moreno il Duca15 marzo 2010

la tensione, l'ansia appare nitida nel tuo scritto un cuore sensibile come il tuo riesce a disporla e farla apparire nitida un sentimento molto diffuso fra i poeti e gliscrittori brava complimenti

Barbara Rossi15 marzo 2010

Condivido i tuoi versi... senzazione che mi appartiene... come avvertire la realtà estranea al proprio sentire... di un mondo che gira in senzo opposto al nostro. Applausi!

Clara Gismondi15 marzo 2010

Verissimo che il poeta è già un alieno rispetto a un certo tipo di realtà che lo circonda, quella priva di emozioni e di cuore. Condivido e apprezzo la poesia che nella sua cruda verità taglia in modo incisivo con un mondo che non riconosce. Molto bella!

Simone Bello15 marzo 2010

Bisognerebbe abbandonare per qualche tempo la città e il suo trambusto e magari ritirarsi in un piccolo paesino silenzioso per riflettere, riposare la mente, e magari, scrivere qualche poesia bella come questa... Così voglio interpretarla... Poesia intensa, e estremamente condivisa...

L'alienazione del nostro modo di vivere interrompe i contatti con i pensieri. Noi isolati dal mondo e lui, la bestia, cerca di fiutare il nostro odore, per sbranarci. Beato corto circuito, che ci protegge e ci ripara. Forse è questa la morte... o forse no. E' morto il mondo, non l'anima nostra.

F

Banalità,superficialità,veliname, oscenità,sguaiatezza, i valori del far... carriera. E si scoppia, non se ne può più ed in noi entra in funzione una sorta di automatico meccanismo di difesa a tutela di quell'io che dobbiamo preservare senza compromessi per dare un senso ben diverso alla nostra esistenza. Lirica intensa e piaciuta