Da Profetico presagio (tér)
Massimo Mangani
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Distorti stolti encefali
di senno straripante
aumentano la calura
del caldo sole estivo.
L'incombente verno
soffia gelide notti,
percepiam sentore
di bollenti tempi.
Poco più di un mese
ricorre al nascituro.
Nello spuntar dell'alba
a coppia venute
stelle comete
ad annunciar sventura
con fragorosi lampi
squarciano requie
dimezzano i parassiti.
Ormai persi nel tempo
giorni lontani.
Si plasma Gaia
sopravvivendo
in perpetuo evolver.
Mutato il grano
in sterili paglie gualcite
rimangon solo
suoli
per grigie paludi.
©
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L'autore
Massimo Mangani
Commenti (2)
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Raggioluminoso19 marzo 2010
E Demetra continua il suo pianto in questi presagi che talune menti umane non vogliono udire. Egoismo prominente di gente senza scrupoli che riduce il mondo in un pianto e a nulla valgon gli avvisi di comete. Apprezzatissima!
Carlo Fracassi19 marzo 2010
Vorrei dire che avrei riunito il trittico in una sola poesia, perché non è tanto la lunghezza del testo che può stancare, quanto l'inconsistenza. Ciò premesso, apprezzo stile e contenuto che rispecchiano il disagio degli attuali tempi bui.


