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Sociale 18 marzo 2010 · lettura 1 min · 5557 letture

Vampiro

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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Imbellettata di rosso cuore nel brandello fosforescente trapelante osceno nudo inerpica decisa malfermo suolo Alba rapisce lei stracca saziata nei baiocchi Addenterà oscuro vampiro nel decollo al buio inferocito
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Mettono a repentaglio la vita delle ragazze sul marciapiede, togliendo loro, gran parte del guadagno... sono dei veri vampiri...

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Silvia De Angelis
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Commenti (25)

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A
Arelys Agostini18 marzo 2010

Unos vampiros que no solo quitan el dinero ganado, ya que muchas veces estas mismas muchachas son muertas en manos de estos explotadores. Brava al tratar un tema tan oscuro que envuelve la sociedad mundial y que muchas veces prefieren ignorar esa misma sociedad.

L
Loreta Salvatore18 marzo 2010

Eccellente metafora, versi di denuncia di spessore notevole che affrontano il dramma dello sfruttamento, la violazione del diritto alla vita. Dramma su cui tutti dovrebbero interrogarsi anziché tacere nel silenzio. Elogio all'autrice per la sua sensibilità e le sue doti di poetessa dell'anima.

Aldo Bilato18 marzo 2010

Picchi giù pesante e fai bene... io aggiungerei anche "bastardi"...lo sfruttamento dell'uomo sul suo simile è uno schifo che ci degrada alla soglia degli inferi... versi piaciutissimi. cià.

Poesia di forte denuncia nel delineare un male che ancora oggi affligge, purtroppo, il destino di molte donne, ma espressa con vera classe e maestrìa. Condivisa ed apprezzata.

Barbara Rossi18 marzo 2010

Denuncia forte in versi efficaci... violazione dei diritti umani e riduzione in schiavitù,come sempre donne vittime violata anche nella dignità.Applausi!

Raggioluminoso18 marzo 2010

Alcuni dei problemi del mondo esistono da sempre, ma grave è che, in quello che si vuola chiamare mondo civile, non si riescano a debellare certe piaghe sociali. Del resto, come volle dimostrare W. Golding, il male è insito nell'uomo. Molto aprrezzata per stile, forama e tematica trattata.

Una realtà veramente per la quale non ci sono parole. Uno sfuttamento che fa ribrezzo. Stile e aprole determinate e decise. Veramente un poesia da ammirare. Applausi

Antonella Avolio18 marzo 2010

Un problema sociale è sempre una piaga, peggio perché non guarisce facilmente. Grazie all'autrice per la sensibilità dedicata alla sofferenza più acuta: l'annullamento della dignità.

Kiaraluna18 marzo 2010

I vampiri non sono così spietati e avidi... privi di ogni dignità e umanità...andrebbero coniati nuovi vocaboli per questi esseri NON umani. Pregevole poesia, di spessore e sensibilità,magnifica.

Francesco Scolaro18 marzo 2010

Poesia ambientata nel fosco mondo della prostituzione dove gli sfruttati e sfruttatori si menscolano dando vita a scene di quotidiano degrado... Apprezzata

Salvatore Ferranti18 marzo 2010

piaga sociale, quella denunciata in questa poesia. ma non si fa mai abbastanza, anzi, spesso, non si fa proprio nulla. è cosi che vogliamo rendere migliore il mondo? opera di denuncia, da mettere in evidenza.

una piaga sociale senza fine... purtroppo ...povere donne in balìa di sfruttatori senza coscienza ne cuore... bellissima poesia

E noi siamo complici di quei vampiri, quando alimentiamo il macabro commercio dei corpi, per soddisfare il nostro bisogno carnale. La piaga della prostituzione non sarà mai debellata finché ci saranno clienti che bramano soddisfare i loro istinti primordiali con il sesso a pagamento.

Pino Tota18 marzo 2010

Una denuncia contro uno dei peggiori mali della nostra società che appoggio incondizionatamente per lo schifo che mi fa la peggiore specie della razza umana... Versi di alta espressione e sensibilità. Molto bella.

Antonella Bonaffini18 marzo 2010

Molto espressiva... ti succhiano l'anima proprio come i vampiri... che dire? Versi che scaturiscono da un animo attento... molto bella!

Berta Biagini18 marzo 2010

Forte la rabbia che si legge in questi versi per un tema sempre all'ordine del giorno – purtroppo sembra non debba esserci fine – una toccante denuncia.

Moreno il Duca18 marzo 2010

scrittrice sempre attenta sulle verità atroci che deturpano la dignità umana oggi una piaga che dura da secoli e che non tende a diminuire anzi... brava inchino

Giorgio Lavino18 marzo 2010

E il canto dell'anima che si ribella. Un tema sociale affrontato dalla nostra autrice con il suo stile sempre perentorio ricco di immagini e significative metafore. Davvero bellissima questa lirica

Carmelita Morreale18 marzo 2010

Condivisi pienamente questi versi che esprimono in modo sublime l'oscuro senso di questo tema così doloroso... per chi lo vive e per chi assiste passivamente al mercimonio del corpo e soprattutto dell'anima... ma forse l'insidia più difficile da contrastare è quella che si annida nel cuore di chi lucra sulla sofferenza di donne (e anche uomini) incapaci di darsi un'alternativa... (anche se non per tutti è così...) . Sensibile e diretta la nostra poetessa, affonda il coltello in una piaga ancora sanguinate... Apprezzatissima.

Clodiaf090418 marzo 2010

Gli sfruttatori delle donne... Esseri ignobili come li descrive la sensibile autrice...

Giovanna De Santis18 marzo 2010

un tema toccante, truci ignobili uomini che non meritano essere neanche appartenere al genere umano poesia che immediata arriva all'anima dettata dalla Nobiltà d'animo dell'Autrice apprezzatissima

Clara Gismondi18 marzo 2010

Poesia che mette in risalto una situazione nascosta ma esistente in particolare nelle grandi città. Sono d''accordo su quello che dici. Bella!

F

Leggendola ho provato netta una percezione fortemente negativa ulteriormente insistita ed evidenziata dallo stridore tra argomento ed eleganza dei versi. Stupenda

Nadia Mazzocco19 marzo 2010

Un tema purtroppo, che non finirá mai di affliggere il mondo. Bella questa poesia che tratta questa tematica con metafora davvero toccante. Apprezzatissima! Da segnalare.

Carlo Fracassi19 marzo 2010

Sono finiti i bei tempi di Bubù del Montparnasse che per amore della sua donna che s'era presa la sifilide con un occasionale cliente, si fece contaminare a sua volta. Quello che vorrei dire, non volendo assolutamente difendere i papponi, è che il Montpassant ci prospettava un rapporto d'amore fra il lenone e la sua donna, pur sfruttata. Ora c'è solo un rapporto schiavistico o di utilità meramente commerciale, in cui fra i due non rimane nemmeno un briciolo di sentimento.