Furono i versi, nomadi
Commenti (2)
un paese è uguale se c'è amore da coltivare. bellissima
Nè sostantivi, nè aggettivi, nè verbi superflui: ogni sintagma nominale e verbale è assolutamente funzionale alla comprensione del testo e finalizzato alla morbidezza e musicalità dei versi. Il verseggiare, compiuto e fortemente icastico, dell'autrice appare ben distante dai virtuosismi leziosi, tanto in voga, atti esclusivamente a calamitare l'attenzione e, spesso, sterile ed acclarata manifestazione di egocentrismo non soltanto poetico... Meravigliosamente fulminante la sinestesia "rumore rosso" del primo verso, di carducciana memoria, che pervade il componimento di peculiare raffinatezza, dote già insita nella poetica dell'autrice. Sapienti accostamenti lessicali ed immagini particolarmente originali conferiscono alla poesia una patina d rara bellezza.

