Il clima che non c'è più

Architetto-non-Architetto, Web Graphic Visual Designer. Appassionata, da sempre, alle arti. Dipingo? Per diletto. Espongo i miei dipinti? L'ho fatto poche volte. Pratico sport? Certamente. Il mio nome? Maria Giovanna Ruscito. L'età? 47 anni. Scrivo poesie? Per ardente passione. Giana
Commenti (3)
Una grande poesia davvero questa tua... di profondo significato... quanta nostalgia del Carosello da bambini... anche se non sono convinta che oggi si abbia di più...il progresso ci è costato caro, in focolari e valori. Davvero magnifica!
Non si può fare a meno di soffermarsi su questi versi che in un batter d'occhio ci hanno fatto rivivere momenti importanti della nostra vita – purtroppo oggi tutto sembra finito – è vero, abbiamo molto di più - ma privo di quel calore d'un tempo. Sentitissimi versi.
Il clima che non c'è più è dentro la tivù, ostentazione ibrida e maldestra di voci piatte e scialbe, ruvide e ormai stonate che avrebbero pretesa di virtù. Non c'è più nello sperpero d'anima e d'amore, nell'improperio burbero e blasfemo che trita intimità e bene supremo come verginità della natura. Clima che non c'è più nella ricchezza voluta e perseguita ad ogni costo, e nella povertà perduta e già miseria, per colpa del protagonismo vuoto, dove si ha il puzzo al naso per la normalità che è cosa seria ma che non offre visibilità. Clima che non c'è più, come la dignità riempita d'oro, svenduta per i ceci nella deriva d'oggi che fa boccacce agli umili trascorsi, quando il rimprovero di mamma erano discorsi di bontà. Clima che non c'è più!


