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Brevi 23 marzo 2010 · lettura 1 min · 2041 letture

Qualcuno mi sente?

Simone Bello 153 poesie pubblicate
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Vortice di voci coinvolge il mio quieto vivere. Ho sempre temuto di dover gridare, un giorno, senza che qualcuno potesse sentirmi.
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Spesso la paura di restare soli, di non essere sentiti distrugge gli uomini... Un abbraccio e un grazie a tutti...

L'autore
Simone Bello

Sono nato nel 1990 tra le valli della provincia di Varese e ho sempre vissuto a Marchirolo, piccolo paesino ricco di storia e tradizioni. Da qualche tempo vivo a Chieti, dove frequento l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio". Il mio cuore è profondamente legato ad una terra fantastica, quella di Lucania, in cui

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Commenti (9)

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Kiaraluna23 marzo 2010

E' sempre la paura che paralizza e il terrore di non essere sentiti pur gridando, è un incubo non solo notturno. Sentita e condivisa, apprezzata moltissimo.

Silvia De Angelis23 marzo 2010

Speriamo che qualcuno, sempre, ascolti la nostra voce e il significato che vuole imprimere... Lirica molto apprezzata

Carmelita Morreale23 marzo 2010

Già pur immersi in un frastuono assordante a volte si teme di essere del tutto ignorati... di non essere compresi nel notro dire... condannati ad un esilio mentale che ci uccide... Versi molto intensi ed apprezzati. Plausi.

Giovanna De Santis23 marzo 2010

la paura della solitudine la paura di non essere ascoltati davvero lacera breve ma immensa magnifica poesia di riflessione molto condivisa

Rosy Marchettini23 marzo 2010

la solitudine interiore a volte fa male, fa tanto male, perché il proprio grido nessuno lo sente, nessuno lo ascolta a nessuno importa ed il dolore appartiene solo a te, solamente a chi lo vive Poesia molto bella, versi intimi Piaciuta moltissimo

Triste23 marzo 2010

L'uomo si così "evoluto"da non saper sentire il grido d'aiuto del vicino o l'urlo muto di popoli in difficoltà che chiedono solo di "vivere". Bellissima "breve" sulla quale riflettere.

Daniela Pacelli23 marzo 2010

Originalissima lirica con tante verità descritte, la paura della solitudine terrorizza, bellissimo il vortice di voci che coinvolge. Molto apprezzata

Enrico Baiocchi23 marzo 2010

Il grido della solitudine è afono, rimane strozzato nella nostra gola, non può essere ascoltato. La solitudine è una gabbia che costruiamo per paura di soffrire e la sofferenza è grido. Breve lirica molto espressiva intensa e coinvolgente. Complimenti all'autore

Carlo Fracassi24 marzo 2010

Nei grandi momenti di solitudine quando pare che nessuno ci ascolti, sembra udire una voce che viene da dentro: "Come? Più forte, non ti sento. Accendi l'amplificatore delle tue pene ...ancora più forte, non ti sento!"