Le teste delle margherite

Commenti (9)
già il titolo... sei diversa in questa poesia Giorgia, sembra un inno alla primavera ma non è così...tanto io non capisco le poesie e mi invento tutto. Su quel prato non inizia un amore, forse finisce, ho questa sensazione. C'è nell'immagine lo stupore dinanzi a un quadro. Dimmi Giogia come sai che la Primavera viene partorita in inverno? come lo sai con la tua giovane età? Ho raccolto uno stelo, solo uno e mi ha raccontato della poesia.
Una riuscitissima ispirazione. Versi molto particolari che suscitano emozione. Molto apprezzata!
ispirazione ben riuscita che da densità ed intensità ai versi molto apprezzata
Quell'altalena che si spinge fino ai fantasmi... del passato o del futuro? Intanto quel cuore che scava, va verso il fondo, verso l'interno, verso l'intimo più profondo... e la primavera viene assaggiata, annusata, ma ha il sapore della morte. Da tempo ormai anche per me la primavera porta il gelo dell'abbandono, di un cordone ombelicate tagliato e il primo d'aprile... avrò mille pesciolini di carta attaccati sulla schiena, mentre il mio cuore piangerà tutte le lacrime, rimpiangendo tutti i baci che non seppe dare quando lo poteva fare...
Intensa espressività e mirabili descrizioni donano pregio ad una lirica di particolare ispirazione che dona ineguagliabili sensazioni nella sua lettura Molto gradita
E' come se il respiro di rinascita che sverna, diffuso dal garrito delle rondini è ancora intriso di gelo. Quelle corolle piegate, che non trovano nelle valli cerulee il calore primaverile che le tiene a testa alta. Un volto reciso dal grembo che lascia ancora i brividi Un sapore stridulo di corde che ferisce i polpastrelli cardiaci Piaciuti i tuoi versi
Le margherite sono fiori delicati; se poi recise urlano in silenzio una morte che nessuno vede. Questo fa pensare all'amore e alla morte, un inverno che finisce solo quando nel cuore si fa primavera quando una rondine respira il nuovo. Bellissima poesia incastonata nella vita vera di ognuno di noi.
trovo le ultime due strofe di notevole bellezza... liberi pensieri che si lasciano cullare e trasportare dal vento... ogni strofa un'immagine curata e ben dipinta, con quel tocco di originalità proprio dell'autrice. l'immagine delle madri che dissero "voglio il tuo volto nel grembo" la trovo molto femminile e "materna",emozionante. carica di speranza e musicalità anche l'immagine delle rondini all'ultima strofa. la nascita e l'arrivo delle rondini: la primavera della vita e la primavera del tempo. piaciuta.
Ricordo i campi di scivoli sotto la schiena l'acqua che non arrendeva una goccia a quell'aria di marzo non era il caldo né febbre, ma brividi senza pena con le unghie sporche di fango e fili d'erba sul viso giocavamo ad inventare altalene nell'arrossire continuo di ossigeni e carezze purezze per sempre nei cuori bambini. Ridevi, come natura ridevi ed incantavo i miei giorni sudando la vita credendo infinita Bella Giorgia, grazie di esserti ispirata, la cosa è reciproca.








