Il fiato del serpente
You Don’t Know Me
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il saggio con la sua pelle bruna
seduto davanti al fuoco
lento masticava le sacre erbe
nessun movimento si vedeva
se non le ombre di una fiamma scura
sul viso disegnava labbra dure e un ghigno
parlò...la voce non era la sua
un brivido percorse la mia schiena
china ad ascoltar il bisbiglio rude
risuonò lontano portato dal vento
lacinante il fischio del treno
lontano era la ferrovia
o forse era il grido di uno sparviero
nella notte cupa...
il vecchio sempre assiso
fermo come una roccia
ora dondolava lento
dalla bocca
un rivolo di bava e odor di menta
s'alzo dal fuoco un fumo nero
scoppiettò la brace e vividi divennero i ricordi
sentiì in pieno volto il caldo dell'inferno
l'odore acre degli arbusti secchi
gli spiriti maligni dentro gli occhi
urlai... perché il dolore penetrava con più forza
fino a toccare le ossa
i denti risuonavano nella bocca sembravano spaccarsi
ossa e ossa
poi una mano salì alla gola rimasi a tossire senza una parola
mentre il vecchio saggio recitava
dondolando la figura
i vecchi riti che gli sciamani tramandano negli anni
ero atterrita i miei capelli
sembravano aver preso vita
fuoco nelle vene febbre addosso
rimasi in ascolto
fino a quando con le mani lui spense il fuoco
il silenzio calò come gelo
intorno sparse nuovo profumo
il saggio si svegliò completamente
in mano la testa di un serpente
tra le fauci qualche ricciolo d'oro
battevo ancora i denti
quando me ne andai
la testa mi doleva non so quanto
il fuoco dentro si era spento
portai le mani in gola
nessun graffio nessun segno
fiato addosso
un ciuffo di capelli in mano
strano sulla pelle
...il morso di serpente
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti23 marzo 2010
una poesia che è favola, interessante fantasia, che mi ha molto colpito, per tematica e anche per lo stile sempre impeccabile.

