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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giuseppe Monteleone
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Ribellione 25 marzo 2010 · lettura 2 min · 2593 letture

Resistere resistere resistere

Giuseppe Monteleone 588 poesie pubblicate
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Li vedi uomini e donne senza età rugosi avanzare verso l'ultimo vero avamposto della piena assuefazione al gratta e vinci vedi il vecchio emigrante calabrese sulla via di casa sua a destra della carreggiata si può parcheggiare solo a sinistra cinque cassette di plastica per marcare il territorio come i cani pisciano sulle ruote delle macchine quando vanno al parco in passeggiata. Si entra al bar in tabaccheria dammi la fortuna il mio vicino è in ospedale potrei andare a trovarlo perdere tempo per le relazioni sociali quando mai! il sistema non vuole non ci vuole vigili non ci sono più piazze per parlare per trovarsi per discutere per protestare ho il cane che morde le chiappe agli stranieri il cartello che recita proprietà privata il cancello automatico si apre da lontano. Non mi interessa chi nasce chi muore voglio un biglietto della lotteria datemi i numeri per vincere al supenalotto voglio voglio voglio voglio voglio voglio voglio non lo so cosa di preciso ho perso tutti i miei riferimenti le mie radici sono dentro un tubo catodico.
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È un momento di passaggio particolare... questi nostri tempi... il danno culturale degli ultimi anni... specialmente al Nord è enorme... chi vive sotto il Po non riesce a comprenderlo...

L'autore
Giuseppe Monteleone

Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di

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Commenti (3)

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Veitla25 marzo 2010

simpaticissima e tragica e quel voglio voglio... ci spinge a guardarci dentro. molto bella

Enio Orsuni25 marzo 2010

...e poi non ho capito perché si chiama gratta e vinci. ah, perché vince lo stato! questi sono maestri di psicologia; leggono nel pensiero della povera gente ci hanno dato la scelta se mangiare oggi l'ultimo panino e morire di fame domani, o rischiare l'ultimo euro al giuoco e morire oggi stesso. una volta si giocava al lotto una volta la settimana. da allora (cominciando da prodi (sinistre) e triplicato per finire con berlusconi (destra) al superenalotto con estrazione oraria, per non parlare di tutti i giuochi derivati. con questo hanno prosciugato tutto il capitale in circolazione ammazzando ogni iniziativa privata. non c'è più lavoro per nessuno ma il berlusca ancora inneggia spudoratamente a quanto di POSITIVO ha fatto. votate votate

Sergio Melchiorre25 marzo 2010

Grazie, Giuseppe, oggi ho vinto 10 euro al "gratta e vinci"... La tua poesia mi ha portato fortuna.