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Fantasia 27 marzo 2010 · lettura 2 min · 3059 letture

Pazzia

Giuseppe Monteleone 588 poesie pubblicate
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Ho visto dei ragni sulle scale della soffitta Sono anni che non salgo quei gradini sberciati Le tele di ragno uscivano dalle fessure delle finestre Era un chiaro segnale della presenza pelosa Di quelle migliaia di zampette nere e grigie Sentivo ogni tanto un lento correre un accelerare Un forte bum come di una busta di patatine scoppiata E poi di nuovo la corsa e alla fine un doppio bum. La mia è una vecchia casa le finestre ogni tanto ridono Le porte cigolano specialmente quella del bagno Il bagnetto quello proprio sotto il lato est della soffitta Ricordo qualche mese fa delle impronte piccoline Sulla mensola dello specchio e dei peletti sull'interruttore Come se qualcuno avesse tentato di accendere le luci Durante il periodo delle vacanze di Natale il gatto Non c'è – io – i topi – i ragni – lavorano di notte E di giorno alacremente non si fanno vedere si Fanno sentire sudano come piccole Penelopi alla Loro immensa tela squadrata appesa alle travi. Devo pensare che lo fanno per me il loro Ulisse Devo ringraziarli per questa ammirevole dedizione farmi coraggio e salire finalmente quelle scale devo essere però sicuro delle loro buone azioni non vorrei che fosse tutta una mia allucinazione un buco nel cervello un grillo parlante un tarlo. Forse sono pazzo forse no ma i buchi nel legno Ci sono segno che con me vivono migliaia di tarli Ci devo parlare forse mi torneranno utili a qualcosa Prima o poi forse più prima che poi chissà e chissà scriverò un bigliettino in lingua tarlese al capo tribù aspetterò la sua risposta all'inizio della Primavera comunque non oltre il giorno di San Benedetto io dovrò pensare ai piccoli rondinotti affamati delle rondini che tornano sotto il mio tetto.
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Non so come nascono certe cose... comunque mi diverto... a scrivere...

L'autore
Giuseppe Monteleone

Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di

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Commenti (2)

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Sergio Melchiorre27 marzo 2010

Uno staordinario ritorno al passato, in compagnia di tanti ricordi... Straordinari i versi "...un buco nel cervello un grillo parlante un tarlo..." I poeti sono dei visionari!

Simone Bello28 marzo 2010

Una poesia questa, che elegantemente mi investe, e per qualche attimo, mi fa sollevare i piedi da terra... Già, perché i poeti sono come i bambini, quando siedono ad una scrivania, non toccano con i piedi per terra...