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Riflessioni 28 marzo 2010 · lettura 5 min · 1958 letture

Monologo Poetico: Il Canto di Giuda

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Ciel!... Volgo'l guardo a queste indegne mani; e, nonostante più volte mondate nell'acque che placide e deliziose vanno recordando il Siloe e il Giordano, le veggo empiamente tinte di sangue, e insozzate d'una maligna linfa che urlando va rimembrandomi ancora e il crudo duolo e l'orrendo peccato de' quali l'alma mia macchiar si volle per colpa d'un indegno tradimento... per colpa d'un pugno d'aspri danari ch'oramai mirar e goder non oso. Ahimè!... Testimonio infame, esecrato, Israello, se' tu della mia aspra colpa... del mio demente e orripilante errore!... Sì, veggo là, sulle sacre e pie mura del tuo millenario e vetusto Tempio, l'ombra terrificante che perdura del mio orrendo e disonorevol scempio. E' là... impressa, scritta... marcata a foco... S'alza... s'espande!... Le mura divora... Sommessamente avvolge nel suo giuoco l'aule d'una Legge che regna ancora immemore del Nume che sta Lassù!... Pietade! Ciel... pietade!... Come in vision tal'ombra veggo indicata sempre più dagli alti spettri d'Abramo e di Mosè. Orrore! Orrore!... I nostri antichi padri le scagliano folgori di condanna, e urlando contra me la maledicon additandola ognor più accusatori. Dianzi a tal crudel vagheggio incantato che tanto tortura e uccide il mio ciglio senza concedermi una ligia tregua, salir già sento dalla mia ascosta alma un sovrumano duolo ch'assai acuto va tormentandomi la ria coscienza, e piegandomi l'aspre carni e l'ossa sotto l'onere della colpa che fu. Maledetto... negletto dalla prole de' vetusti profeti e di Davide son io, sventurato e misero Israello, che in nom delle tue dorate opulenze... de' tuoi profumati balsami e incensi tradir osai quella santa Amicizia che legava dolcemente il mio core sempre irriverente e pur dubitante allo Spirto di Lui che era bell'oro, dolce balsamo, e delizioso incenso dianzi a coloro che peccaminosi gli prestavano ascolto e riverenza sìccome dispettosi pargoletti che, attorniandosi al comprensivo padre, supplicano il perdon poscia un dispetto. Sì!... Ho tradito la sacra fiducia che mi stringea al cor del bramato Messhia e all'invisibil petto del Signore... Orrore!... Tante colpe disumane l'amico mi mondò senza rampogna. Ahimè, non poté... non volle librarmi dalla mia sì avida e cupida indole... Non desiò uccidere con un pio detto, con un legger, dolce tocco di mano, il demòne che già dalla gioventù empiamente tormentando mi stava coll'immago ripetuta dell'oro, de' dorati, argentei e ferrei danari. Volea forse accettarmi senza indugio per quello che ero nell'indole ascosta... Volea forse render verace e chiara la profezia che segnava il suo viver!... Iddio!... Un tale Uomo ho appena tradito per mettere mano a trenta danari... Oscuro Tempio, crudeli Farisei, riprendetevi il danaro maledetto che mi avete consegnato dementi al fin di arrestare l'amico dell'Uom che solea pernottar tra salmi e preci nel solingo giardino degli ulivi!... Riprendetevi le vostre rie offerte, sacerdoti forieri di supplizi... Tentate... sì, tentate, oh uomini folli, di comprar l'Eterna Salute in Cielo offrendo a Iddio queste larve dorate che in ben altre larve si cangeranno ne' vostri terribili sarcofagi allorquando Sathana vi chiamerà nel suo Regno di Foco e Perdizione!... Ma che ne sarà di me, Onnipossente?... Quale sorte orrenda sta sul capo mio?... Con animo irrispettoso e demente del Figlio t'ho privato, clemente Iddio. Mentre poi l'Umanità con Israello si dischiudeva al Regno dell'Amore, condussi all'aspro altare un nuovo Agnello immeritevol del giudaico furore. Ho tradito una salutar Amicizia, e all'Odio orrendo l'Amore consegnai sotto un nembo ricolmo di nequizia che incoscientemente pure ammirai nel vanto d'una vana, aspra ricchezza che immantinente volle dischiudere in me un fiume impetuoso d'amarezza che non son più capace di eludere. Iddio, Pietade! Pietade del miser che ivi, ove sorge quell'ignuda planta, immantinente mesto s'impiccherà all'ombra del portentoso Calvario... all'ombra di Colui che risorgerà e che il traditore in oblio lascerà per punirlo e mondarlo in eterno. Iddio, Pietade del rio Peccatore che la sua aspra colpa punirà da sé!... Per te, amico mio, caro e saggio Gesù, è venuto il tempo di risorgere e di elevarsi nell'Alto de' Cieli... per me è giunto l'istante di morire e di dissolversi nel cupo Nulla d'una vita peccaminosa e infame. Ma sia rivolto a Te l'ultimo spiro che presto senza Pace esalerò sfiorando co' sogni il tuo giusto Regno!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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Enio Orsuni28 marzo 2010

un opera potente ma: 1 lo segnalò col famoso bacio perché avrebbe dovuto segnalarlo. dal momento che gesù era straconosciuto da tutti? 2Giuda era il cassiere della comunità avrebbe potuto fuggire con la cassa (molto di più che 30 denari e Gesù l'avrebbe certo perdonato. 3i motivi del suicidio di Giuda (perquanto è scritto) vanno cercati altrove perché non è chiaro nella bibbia il perché lo abbia fatto. 4ma possiamo davvero prendere il tutto come storia e no come un ricamo poetico di uno scrittore di quei tempi? la bibbia è piena di invenzioni poetiche! sarà il caso che ti rileggi tra le righe l'evento. aldilà di quanto sopra debbo farti i miei complimenti per lo scritto e la struttura veramente encomiabile