Ai ragazzi senza nome

Commenti (4)
Una fuga spesso vana, una disperazione divenuta normale cibo dei media, un'umanità loro negata ed annegata... Molto apprezzata e acondivisa.
Io penso a questi naufraghi, profughi, emigranti senza nome né patria, in cerca di un luogo in cui finire di morire, perché alla partenza erano già morti, all'idea di lasciare casa, patria, affetti. Il presente non è poi tanto diverso dal passato, quando tanti italiani hanno affrontato l'oceano in cerca di futuro, lasciandosi il passato dietro le spalle e in fondo al cuore. Penso a quanta indifferenza e fastidio accolgono queste anime, più sofferenti del loro corpo, quanto infastidito alzare di spalle all'ennesimo TG che elenca il numero dei morti quotidiani.
poesia che mi commuove molto... lasciare costretti la propria terra è un dolore ed una ferita che rimane nel cuore versi indimenticabili profonde le emozioni inchini alla tua bravura Desire
Son contrario agli sbarchi per svariate ragioni, ma quest’opera mi ha strappato un’enorme commozione. Il dolore vi trabocca atroce per la possente rappresentazione d’una scrittura partecipe ed efficace. La sventura di questi disgraziati è, sì, fin troppo umana e condivisibile, lasciando cadere ogni ritrosia d’approccio, perché infine sono esseri come noi che cercano solo salvezza da situazioni intollerabili nei paesi d’origine.



