D'inverno
Maria Grazia Vai
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Stanca, più di me
la tristezza mi siede accanto
Unica compagna
dei miei giorni apparecchiati a due
Due chiodi arrugginiti
conficcati nella mia carne
Sotto le coperte
Sulle mie sedie ripiegate
contro un muro di ricordi
che raschio via dalle pareti
ma che rimangono
appesi,
come fantasmi
Eppure
c'eri tu
sotto le mie unghie
C'erano sorrisi disegnati a festa
Ricordo,
era Natale
Anche le candele erano accese
C'era la musica
E c'eri tu
tra le mie canzoni
E il giorno dopo
- soltanto l'inverno
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (4)
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Salvatore Ferranti31 marzo 2010
poesia piena di tragica malinconia. davvero bella, nel lento incedere dei versi, colpisce per la sua sincerità. un pezzo di vita che si scioglie in parole che sembrano lasciare poco spazio alla speranza. e poi c'è il ricordo, il tempo che non concede tregue, che non redime. struggente, ma splendida. applausi-
Lucia Volpi1 aprile 2010
Bellissima poesia, anche se malinconica cara Maria Grazia, ne approfitto per lasciarti gli auguri di .
Barbara Golini1 aprile 2010
e triste questa tua e piena di ricordi... un attimo di sospensione... una dichiarazione d'amore.
D
Dany Blasi13 aprile 2010
Questa poesia riesce molto bene a rendere la scia di sensazioni struggenti e malinconiche che un amore può lasciare. Complimenti.



