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Impressioni 1 aprile 2010 · lettura 1 min · 2541 letture

La stanza vuota

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Dio! com'è vuota la stanza forte è la sua mancanza l'assenza del suo dito che mi sfiorava allorché mi destavo. Di certo mi bramava quando il caffè preparava e recandomi al lavoro mille baci scagliava. Non ho la forza di lasciarla dopo una vita spesa ad amarla passando notti intere a sognarla. C'è tuttora il letto disfatto e disteso sull'ottomana sto a pensarla come un matto inabissandomi nella tristezza solo il chiasso della sveglia ...che schifezza.
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(nota da inserire: Gelosie e dubbi fan commettere azioni che immancabilmente portano alla solitudine e pentimento)

L'autore
Calogero Pettineo
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Commenti (7)

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Silvia De Angelis1 aprile 2010

Momenti di solitudine che fanno rievocare il calore e la presenza di un amore vero, forse risentito per degli atteggiamenti errati, la cui presenza è indispensabile al "buon andamento" dell'anima... Piaciutissima lirica

Kiaraluna1 aprile 2010

Letale malattia la gelosia... sentimento autodistruttivo se non tenuto sottocontrollo. Bei versi d'effetto, molto apprezzati.

Francesco Scolaro1 aprile 2010

Dubbi e gelosia sono "ingrediendi" pericolosi per la vita affettiva; essi si insinuano come serpenti velenosi il cui morso è micidiale. Poesia abbastanza descrittiva che rende molto bene il concetto. Piaciuta.

Raggioluminoso1 aprile 2010

Versi molto efficaci che ben esprimono il concetto di una solitudine e della mancanza della persona amata! La gelosia è l'altra faccia dell'amore, ma quando diviene emozione troppo forte, rischia di rovinare i rapporti. Lirica molto piaciuta!

Giovanna De Santis1 aprile 2010

la gelosia che distrugge e poi lascia vivere di rimorsi e rimpianti nella solitudine poesia di rarefatta e stupenda stesura applausi infiniti la conservo! complimenti!

Salvatore Ferranti1 aprile 2010

guardiamoci tutti dalla gelosia perché non è mai una buona cosa... quando è eccessiva poi... non c'è rimedio che tenga. poesia che fa riflettere.

Enrico Baiocchi1 aprile 2010

Il tarlo produce i suoi effetti distruttivi, lentamente, lasciarsene impossessare è come inserire una parete di vetro tra noi e la persona amata fino a che al di là nulla più si potrà sentire sebbene ancor vedere, a quel punto sarà la fine, rimarrà solo un'immagine sfocata attraverso un vetro sporco. Lirica che trasmette in maniera eccellente ed immediata la tristezza ed il rimpianto. Complimenti all'autore.