La panchina

Eccomi!
Arrivato finalmente
la strada appariva infinita.
Ossa scricchiolanti per ogni passo,
Nel luogo ove giungevo correndo,
Eccola!
La mia panchina
Gaie voci di bimbi,
rincorrono un pallone
altalene in movimento,
di una vita che scorre.
Ci sono stato anch'io.
Ho portato i miei figli,
infine i miei nipoti.
Oggi non ho trovato nessuno,
che accompagnasse me,
in questa giornata calda,
per respirare un soffio di primavera.
Quante corse, quanti affanni.
Per giungere stanco alla mia panchina.
Poco è cambiato,
i bambini giocano ancora,
meno verde più cemento.
Non ho più la forza per rialzarmi!
Aspetterò!
Qualcuno si accorgerà della mia assenza!
Il tempo alla fine si riprende
tutto quello che gli appartiene.
Io appartengo a questo tempo,
Di me non si dimentica.
Sento che sta venendo a prendermi,
Io l'aspetterò qui!
Alla panchina dove sono nato.
©
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Commenti (1)
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Adriana2 aprile 2010
questa panchina se potesse parlare avrebbe tante storie di vita da raccontare, bella poesia, mi è piaciuta tanto
