E lì, l'incontaminata natura
E lì, l'incontaminata natura,
resta immacolata come sempre fu.
Immersa nel soffice silenzio,
cullata dall'eterna Selene,
la silvestre creatura permane
sulle rive dell'argenteo lago.
Silenzio, spezzato da sospiri
che accarezzano il dolce udito
dell'arboricola essenza divina.
Alcun nome rimarrà nel tempo,
alcuna lacrima tua diverrà nota,
con le quali nutristi la selva.
Poco rimarrà della tua opera
che il tempo seppellirà.
Decadi, eoni, quasi millenni
passasti tra le fitte verdure
che adorasti e che tuttora ami.
Vano sarà il tuo sforzo
e vano sarà l'amor che covi
per tutto ciò che custodisci.
Maestose querce, candidi gelsomini,
minuti fringuelli e gazze tetre,
rimarrà presto cenere e polvere,
desolazione e vuoto e silenzio,
l'eterno silenzio imposto
che sovrasterà quel che tu ami.
Strani uomini, che per le lor manie
eradicano la loro compagna...
...O sempiterna driade, capiscili,
elevati oltre costoro di limitata vita.
Capisci la loro paura, la sofferenza
che come una favilla anima il lor
carattere, egoista e insolente.
Solenne è il tuo corpo,
alto è il tuo spirito che riecheggia
nelle memorie di alcuni.
Pochi hanno compreso la vitalità
e ancor meno l'hanno apprezzata.
I tempi cambiano e pure l'uomo,
infima creatura irrispettosa,
tenta di comprendere la sua natura.
Lasciati soffocare dalle loro gesta.
Lo splendore lunare abbandona
il tuo rifugio, la tua casa, la tua tomba,
e così le tenebre, losco presagio.
Celebre e arduo fu il tuo lavoro,
ma presto l'oblio sarà la tua dimora
e non piangere cristalline lacrime,
che purtroppo non cambieran nulla.
Templi ed edifici colmeranno il vuoto
lasciato dagl'infernali fuochi distruttori
e spera d'abbandonar questo mondo
prima che la tua prole scompaia.
Spaventosi esseri umani, deliranti,
che anni scorsi dimenticarono
gli antichi e celebri valori sepolti,
esaltati da colui che venerano.
Pochi rimasti a contemplarti,
pochi rimasti a piangerti
e pochi rimasti a sostenerti.
Noi siamo estranei alla massa
informe di incolte menti, soggiogate
da assurde illusioni, da malefici
instaurati dai peggior viventi.
Anonima selvaggia, dormi tranquilla,
dormi serena e pensa a noi,
noi che ti ricorderemo e solo noi
che ti canteremo nei tempi a venire.
E non sei la prima, e non l'ultima
di numerosa stirpe che adorò il mondo
e perciò, sempiterna rimarrai.
©
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