Giovedì Santo

Esempio estremo di umiltà divina,
nel gesto di chinarsi sui fratelli,
a compiere dei piedi, la lavanda...
Gesù Signore, re dell'universo,
comandamento nuovo, atto d'amore,
nel santo giovedì della passione.
Triste l'orecchio che non vuol sentire,
per tutti il Salvatore andò a morire
ed ogni giorno, sull'altare santo,
s'immola ancora, in paziente attesa,
spera che il figlio prodigo ritorni.
Misericordia dona e sì perdona,
del falso mondo, vanità insensata.
Poi che la vita non gli basterà,
nel tempo stabilito della prova,
giustizia certa...
Eco arriverà, urlo accorato nel deserto eterno.
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Commenti (4)
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Salvatore Ferranti2 aprile 2010
poesia di grande intensità emotiva. davvero bella. versi che nascono dal cuore, in questi giorni che ci avvicinano alla Pasqua. applausi.
Francesco Scolaro2 aprile 2010
Purtroppo gli insegnamenti di Cristo oggi non vanno più di moda ed i gesti sono prevalentemente di facciata, mentre impera la superbia e la tracotanza dei più forti verso i più deboli. Ma alla fine dei giorni trionferà la giustizia... Bella intensa ed evocativa.
Silvia De Angelis2 aprile 2010
Espressività ed intenso sentimento in versi spirituali molto graditi alla lettura
Kiaraluna2 aprile 2010
La vita non basta per chiedere perdono, soprattutto se il buio ci circonda... Magnifica poesia, profondamente sentita nell'anima.



