1.720 lettori online · 355.616 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Spirituali
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonella Bonaffini
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Spirituali 4 aprile 2010 · lettura 1 min · 6004 letture

Senza Dimora

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
+ Segui
Foglia caduca a scivolar da un albero tradita dal colore di un autunno che proclamò col suo peccato... il gelo dell'inverno. Tre giorni per annunciar al mondo di quella morte il suo significato un attimo per tornare Al Padre raccontar dell'uomo di come seppe vivere senza ritegno Ignaro di quella Parola che se abbracciata lo avrebbe forse salvato! Signore Tu andasti oltre La morte ma io come farò a liberarmi da quella corona che mi stringe il capo? Ho mani troppo piccole per poter sfiorare il cielo Il mio di Giuda è in ogni angolo del mondo ma io non sono un Dio per cui anche morendo purtroppo non potrò mai dire... Di essermene liberato.
♥ 0 💬 12
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

Tutte le opere →

Commenti (12)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Daniela Pacelli4 aprile 2010

Poesia di intenso impatto emotivo, velata di tristezza e di sentimento intimo e sentuto. Molto molto apprezzata e piaciuta! Come poter fare a liberarsi della corona che stringe il capo? E sentire il Giuda in ogni angolo del mondo. Stupenda

Questa corona che portiamo sul capo... Noi, perenni Giuda, traditori anche di noi stessi, siamo condannati ad essere trafitti senza poterci salvare, perché non basta la Fede, no, non basta, a farci rinnegare Giuda, che continua a piangere e a far capricci nel nostro cuore... Intensa emozione, con questi tuoi versi!

Rita Minniti4 aprile 2010

Versi di una profondità che fa rabbrividire, dove le immagini descritte, danno il vero senso del forte messaggio che si vuole trasmettere. L'uomo piccolo seme che, per quanto possa germogliare, non riuscirà pienamente a dare i frutti preposti davanti all'immensità del divino. Splendida!

Barbara Rossi4 aprile 2010

Una invocazione, una preghiera perché nel nostro essere umani abbiamo mani piccole per abbracciare la nostra croce ed il nostro dolore. La leggo come una supplica, una ricerca di quella forza che solo una fede profonda può regalare. Molto condivisa e apprezzata!

Moreno il Duca4 aprile 2010

poesia di notevole impatto emotivo, trasmette una quantità di emozioni tristi emozioni indubbiamente sentite dall'autore che trasmette un messaggio o meglio una supplica nel quale trova lo spunto per constatare la reale piccolezza dell'uomo e la sua incapacità nel portare la sua croce nella vita odierna e chiede aiuto per avere la forza di arrivare ai piedi dell'Immenso apprezzata tantissimo molto molto bella da encomio complimenti all'autore

Raggioluminoso4 aprile 2010

Molto difficile vivere la dimensione del non luogo, "Senza dimora". Lirica bella già dal titolo! Poesia coinvolgente ed emozionante! Molto sentita, apprezzatissima!

Antonio Biancolillo5 aprile 2010

Intensa... profonda... di grande impatto... trasmetto brividi nell'anima... un'anima che ha saputo tradire... e riesce ancora nel suo perverso gioco... Anima che può solo risorgere rispecchiandosi in quella Croce... simbolo del nostro sicuro rinnovamento... Stupenda nelle immagini che l'Autrice ha saputo imprimere nei suoi raffinatissimi versi...

Gabriella Caruso6 aprile 2010

Poesia in cui la spiritualità si respira in ogni verso, forse il paragone tra se stessi e il Cristo è troppo impari, ma forse no perché Lui prima essere Dio era un uomo e con le sue parole e le sue azioni ha voluto per noi essere un esempio. Cerchiamo, per quanto nelle nostre possibilità umane, di essere il più possibile simile a Lui. Bellissima. La conservo

Anna Maria Scamarda6 aprile 2010

Una lirica bellissima, che tocca toni accorati e struggenti. Dio solo è l'Essere Perfettissimo. Egli sa che non potremo mai raggiungere la Sua Perfezione. Nelle parole liturgiche: "Non guardare ai nostri peccati ma alla fede della tua chiesa", è esplicito il concetto dei limiti umani. Anche i Santi, davanti a Dio, si dichiaravano indegni e grandi peccatori. E Dio guardava le loro sincere intenzioni; il loro impegno; il loro anelito alla purezza; i loro sacrifici; la loro umiltà. E questi versi sono come una preghiera, in una accorata richiesta di fede che vuol confidare nell'aiuto di Dio. Molto bella.

Hariseldom8 aprile 2010

quel Dio del nuovo è giusto per quel vale, quel Dio del nuovo non ha spine ma sorrisi e quel ragazzo ribelle e scapestrato, quel ragazzo fuori dal coro, condannato dal clero e dallo stato. E' tuo fratello, non avere paura di chiedere perdono, il silenzio è la colpa più grande poeta

G
Giuseppe Zingale8 aprile 2010

Versi di rara ideazione emotiva che filtrati dall'anima lasciano dentro un amarezza di secoli. Essere emulatori del Cielo potrebbe aiutare a redimerci . Le ferite che si sono aperte col peccato possono essere rimarginate solo con l'amore vicendevole. Viva e immortale la conserverò sempre tra gli insegnamenti più veri.

Stefano Acierno13 aprile 2010

stgupore, inanità, incommensurabile, attonita riflessione sul sacro