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Dialettali 5 aprile 2010 · lettura 1 min · 3478 letture

Che tristezza ca me vene

Ela Gentile 1447 poesie pubblicate
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Che tristezza ca me vene quanno veco a tanta gente che fa solamente ‘a guerra. Ma pecché so’ toste ‘e core? So’ puntigliose, nun cercano maje scusa, teneno sempe raggione e nun sbagliano maje. Comm’è difficile a essere felice! Si pienze ca spennenno poco o niente può essere cuntento; cu nu surriso e na parola doce nu poco ‘e bene te trase dint’’o core e staje a posto. Si ncopp’’a ‘sta terra staje sempe a fà guerre e nun pruove a seguì Cristo, na vutata e na girata... te truove cundannato a sta sulo e alluntanato e dint’’e mmane ‘o riesto ‘e niente.
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Ela Gentile
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Commenti (9)

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Raggioluminoso5 aprile 2010

L'egoismo dell'uomo non ha confini e, a bisogni veri, se ne creano sempre di più fittizi ed è così che per taluni, l'avidità non ha nessun limite: conquista e possesso è il loro motto. Purtroppo, pochi sono i cuori semplici e onesti. Superba poesia dialettale - dalla globalizzazione al locale, perché è proprio dai localismi che bisognerebbe incominciare ad agire per poter cambiare almeno un po'. Lirica molto sentita e apprezzata!

Moreno il Duca5 aprile 2010

vernacolo molto stretto che per un veneto come sono posso intuire perché l'uomo si combatte? una domanda tosta e ponderata, qui non si segue la legge di Dio ma la legge del potere della forza e dei soldi niente noi povero popolino possiamo fare perché la smettano. brava ela complimenti un abbraccio

anche se non capisco molto questo vernacolo, ma rileggendo si capisce che l'egoismo dell'uomo è sconfinato, per fortuna che non tutti sono così...

Salvatore Ferranti5 aprile 2010

purtroppo le guerre si combattono soprattutto per interesse- è il dio denaro a comandare... quasi sempre. ma la tristezza viene eccome... e rimane negli occhi, mentre continuiamo ad osservare l'insensatezza di certe azioni... molto bella e condivisa.

Silvia De Angelis5 aprile 2010

...le guerre sono sempre esistite e, nonostante il trascorrere del tempo, sembrano non dover mai avere fine... nell'indifferenza dell'umanitaà Lirica molto apprezzata

Giovanna De Santis5 aprile 2010

Perché guerra di odio rancore orgoglio autoconvinzione di non sbagliare mai, basterebbe seguire il cammino di Cristo... un sorriso per essere felici e non rimanere da soli poiché la cattiveria viene sempre emarginata quindi oltre a recare dolore è anche vera e propria autolesione Stupeda poesia in dialetto saggio e sensibile il contenuto sentito e condiviso mille inchini Ela

Anche in apparente clima di pace siamo perennemente in guerra: minoranze contro maggioranze, normali contro diversi, integrati contro emarginati... Forse l'uomo non ha sviluppato il gene della convivenza pacifica nel suo DNA...

Daniela Pacelli6 aprile 2010

Splendido dialetto tra l'altro compreso molto bene. Siamo sempre in guerra, tra etnologie e razze differenti, poveri e ricchi. Ognuno si crede unico, speciale, fors elo è ma ci si dovrebbe adattare per far spazio a tutti... siamo tutti esseri umani dotati di emozioni. Splendida questa riflessione che ci fa fermare un attimo, appunto per riflettere sul mondo e su di noi. APPLAUSONI!

G
Gianes Ma28 aprile 2010

La guerra parte da dentro, da ognuno di noi. Facciamo sempre la guerra, con la nostra vita e con chi ci vive accanto. E la guerra proprio nun va daccordo cu 'a felicità. Bella, complimenti.