Desidero
Gianpiero De Tomi
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Desidero vedere un'alba
con occhi di bambino
innocente e fantastica visione
senza altri pensieri
Seguire il sole al tramonto
là, dove va a nascondersi
per serbarne dentro di me
il suo calore nella notte
Ed al seguito dell'Astro
esplorare e riscaldare
nuovi e misteriosi mondi
spezzando tenebre
Fiamme e luce
comprensione e speranza
viaggeremmo sino all'alba
senza tregua e dubbi
Ma il cuore sarebbe vivo
aspettando un nuovo tramonto
calpestando umane speranze
servite su piatti d'argento
Il sorriso dell'alba
la cristallina aria che porta
l'odore della rugiada
sui fiori appena dischiusi
e null'altro
anche se il nulla
riuscisse a trascinarmi
sarei felice nell'oblio
L'anima danzerebbe
con i paradossali Dei scacciati
dall'Olimpo del passato
richiamando antichi fasti
E visiterei anche quell'inferno
dove solo i puri di cuore
trovano infine risposte
e sciolgono l'indugio della paura
Desidero la vita
sul tavolo imbandito
ed avrei quella atavica fame
così simile al ratto di un vicolo
Ma non si aprirebbero
scintillanti cancelli
del paradiso implorato,
sgranando le collane intarsiate
Perché l'ondeggiante mortalità
brucerebbe ogni nefasta baldoria
consegnando l'immenso attimo
all'Universo
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Grazia Longo7 aprile 2010
poesia che oscilla dall'ingenuità del bimbo alla superbia dell'uomo- semidio che anela al divino con chiusa nel timore o consapevolezza che si devono fare sempre i conti con i propri limiti ... e il cerchio si chiude ...

