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Amore 8 aprile 2010 · lettura 1 min · 5272 letture

Una Triste Percezione

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Non esiste un preludio al dolore lui si consuma lento e crudelmente il sogno chiude al cuore. Si profilaron alte le vette da dover scalare il Sole non volle mai bagnare quelle acque che i miei di piedi dovettero toccare. Potrei stare in eterno a raccontare il senso di incertezza che tagliava l'aria ai giorni le travagliate notti che cullavano gli affanni quel volto che pareva volermi torturare. Un'ombra volle infrangersi su un destino con cui ignara del percorso mi volli confrontare Tu non facesti nulla per tenermela distante ma mi legasti a lei in modo irreversibile un male che si alimenterà col tempo il Tuo... la morte di un sorriso che non vorrò aspettare.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (12)

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Crepax738 aprile 2010

Poesia profondamente triste. Mi ricorda un periodo recente della mia vita. In verità c'è un preludio al dolore ma noi facciamo finta di non vederlo ne sentirlo. Forse proprio per la paura di soffrire... non aggiungo altro.

Salvatore Ferranti8 aprile 2010

Il dolore arriva piano e di soppiatto e si installa silenziosamente come un virus informatico... e a quel punto non c'è più nulla da fare, se non aspettare un rimedio... che spesso arriva dall'esterno. poesia molto condivisa ed apprezzata. quanto è brutto il mal d'amore...

Kiaraluna8 aprile 2010

Per mia esperienza il dolore arriva come un pugno in pieno petto lasciando senza respiro... solo dopo l'emorragia dilaga, lenta, agonizzando. Versi, duri e amari di stati d'animo sentiti e conosciuti, stupendi come sempre.

Silvia De Angelis8 aprile 2010

Profondo malessere da dolore che arriva e si fa sentire in tutta la sua funesta grandezza, imprimendo indicibile abbattimento dell'animo... Lirica molto apprezzata

RaggiodiSole8 aprile 2010

Dice che si da il meglio di noi stessi nell'esprimere in versi poetici tutto il dolore che ci pervade e ci logora il Cuore, divorando l'Anima. Che dire... ho letto con infinita emozione e con il centro emozionale chiuso come uno pugno, tanto era ciò che mi arrivava. Ti abbraccio con infinita tenerezza, la tua Opera è splendida seppur così triste e lacerante

Moreno il Duca8 aprile 2010

ed eccoci a commentare oggi la poetessa che con i suoi versi mi coinvolge emotivamente in questa poesia ancora la padrona di casa è la tristezza questa provoca dolore e si accanisce incidendo le nostre carni e l'anima li si adagia e non si smuove e attende di essere cacciata via, ma il nostro corpo il nostro animo sono stanchi per farlo, ed ecco allora la medicina il rimedio... che proviene dall'esterno dalle persone a noi care complimenti apprezzata

Daniela Pacelli8 aprile 2010

Il dolore si consuma lento da solo guardando quelle vette così alte da scalare che il sole non arrivò mai a vedere e l0incertezza, è quella che travaglia le notti, nell'attesa di un domani a portare stabilità nel cuore. Delusione e tristezza aleggiano in versi, forse un rammarico, aver donato il sorriso e l'amore nell'incertezza inesprezza a lasciare oggi solo lacrime. Intensamente colpita. Una tristezza che affascina per la profonda sensibilità di emozioni che trasporta in una lettura attenta e molto emozionante.

Barbara Rossi8 aprile 2010

Versi laceranti di infinito dolore, ricordi che torturano con ferocia. Immensa capacità di trasmettere emozioni. Inchini!

Pino Tota8 aprile 2010

Pervasa di tristezza profonda... una poesia che entra nel cuore e che attanaglia con le sue vibrazioni melanconiche. Bellissima.

Raggioluminoso8 aprile 2010

Percezione assai dolorosa, che attanaglia anche il quore del lettore, tanto trasuda di emozione questa lirica. Una lenta agonia, un lento protrarsi della sofferenza che non sembra mai aver fine! Lirica molto toccante!

Questo dolore, così invasivo, così devastante, che impregna ogni fibra... è la vivisezione di un'agonia che conosco molto bene anch'io... E più si tenta la ribelliione, più il cappio si stringe. Allora non resta altro da fare che restare immobili, per prolungarla, compiendo l'autopunizione a cui ci siamo condannati.

Berta Biagini8 aprile 2010

Il dolore quando entra dentro di noi attecchisce talmente che è difficile gettarlo al vento – l'unica cosa è aspettare che il tempo lenisca le ferite, ma non credo che le toglierà mai.