Fantoccio
Stremate son le membra
e gli occhi si chiudono
stanchi al giorno
a cercar ristoro
nel riposo della notte.
Sognare d'aggrapparsi ai muri
e poi scivolar veloce
cadendo senza farsi male.
Può dunque esser giusto
questo dilaniar di belve
accanitesi contro noi
che disperatamente
una via di fuga stiam cercando.
S'accascia a terra
disteso il corpo
privo di forze
più non si rialza
lasciate che le belve
sbranino ciò che di esso resta
fantoccio ricucito
di mille rattoppi
rimasto solo
giorno e notte
a tener lontano i passeri
dai seminati campi.
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L'autore
Marisol58
Commenti (2)
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Salvatore Ferranti8 aprile 2010
Non dovremmo permettere ai nostri sogni di cadere al tappeto. ma la vita è dura, e ci mette di fronte a prove sempre più dure, ogni giorno... bella poesia, fa riflettere, ed ha uno stile originale.
Berta Biagini10 aprile 2010
Versi che fanno male – eppure nella vita bisogna essere pronti a tutto senza perdere mai la speranza. Sentitissima.


