Città dai prati sui tetti
Giorgia Spurio
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E poggio occhi bianchi e neri
nelle mani del silenzio
Pupille che hanno sapore di lacrime
custodite nello scrigno del buio
E scalza anima
camminerò per le strade e il sangue
il mondo sarà frutto di perdono
e il canto che dalle voragini sale e assale
saranno sirene
che accompagneranno ogni passo
verso il prato...
Luna che bacia i piedi ai poveri
e asfalto che ama la pelle bianca degli umili
nera di bacio e dolcezza
Giorno dopo minuto
tempo dopo istante
camminerò...per il prato della città...
e mi butterò dal grattacielo più alto
sfidando nuvole e artigli d'arcobaleni
e morbidi cieli del colore dei fiori
aspetteranno il manto come neve sui tetti
e bacerò ogni pezzo di terra
ogni grido alla madre che dal pianeta
ci ha conficcato un cuore nel petto
passo dopo passo
sulla rugiada dell'erba...
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Aldo Bilato10 aprile 2010
stile inconfondibile, mi pare... sempre alta metafora... e parola come lama... che fa male... tagliente... molto bella. complimenti. cià.

