Linfa di primavera
Enrico De Marzo
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Mille petali
rapiti dal vento,
sono nube d'ali,
posata su un prato
per l'onta indignato.
Riflettè i crucci
d'una brezza lieve,
un torrente esile
in grembo,
privo del vigore
dei tempi passati.
Mille steli
adornano la sua sponda,
sono templi austeri,
esanimi pensieri
che trattengono
sorsi di pianto.
Tra le fronde,
risanate dal sole,
Lei,
avvolta da corolle
è Venere
tra tanta dovizia,
è un'anima di primavera,
un bocciolo nel deserto.
La notte si specchiò
nei suoi occhi,
venne a riva,
sospirò e mi conquistò,
rendendomi libero.
Non c'è fiore
più vivo di Lei,
linfa del mio animo,
non c'è altro
che vorrei amare
nella genesi
di questa primavera.
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L'autore
Enrico De Marzo
Commenti (3)
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Calogero Pettineo10 aprile 2010
Versi veramente affascinanti, si sente l'odore di primavera che ci sfiora leggermente la pelle. Molto gradita.
Rita Stanzione13 aprile 2010
Splendida questa poesia, in tutti i suoi versi, non saprei da dove iniziare per commentare tutte le immagini, per me fiocco e voto!
H
Hippolyte13 aprile 2010
Scusate, ma a me non fa quest'effetto. Mi sembrerebbe più un confuso catasto di immagini della natura, non troppo originali. Non colgo il senso dell'insieme di queste parole, non ne vedo un'anima ispiratrice. Che penso sia elemento costitutivo di una poesia che possa autenticamente definirsi tale.


