Al cannibale dei sogni
E' arduo tornare a pensare il male, dopo averne giurato l'addio;
è ancor più temerario affrontarne il peso e accettarne il dolore;
svariato tempo fa cantavo il Cannibale che piangeva mentre il suo cucciolo vinceva,
ed oggi invero sorrido amaramente a quella visione, ricordando che un anno fa, il "mio" cannibale non mi riconosceva e stizzito invitava a chiuder battenti mai aperti e mai percorsi.
Giurai tanto quella notte, piansi tanto quella notte, versai tanto sangue quella notte, ed ora ancor più misero di prima, un senso di amarezza assale il mio cuore,
nonostante esso intimi il mio io a fugare i fantasmi del 'passato".
La vita non capirò mai quale senso abbia, ma di certo posso vedere quali significati non debba assumere e quali lacrime debbano rimaner soppresse,
Giammai perché le lacrime son solo debolezza, bensì perché certi accadimenti, ancorché dolorosi, valgono men meno delle nostre paure e delle nostre tormentate delusioni.
Ora che guardo al cielo, non scorgo di certo la strada maestra della mia esistenza, ma vedo con nettezza quei lugubri sentieri che mai dovranno intralciare i limpidi percorsi del mio cuore.
DEDICATO A TUTTI I COLORO CHE HANNO AFFRONTATO SENZA SOCCOMBERE I FANTASMI DEL PASSATO
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Commenti (1)
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S
Siberian25 luglio 2006
Bisogna sempre trovare la forza per uscire dai vortici del passato... Bella e profonda poesia..