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Riflessioni 11 aprile 2010 · lettura 1 min · 3599 letture

Dentro e fuori

Sara Brayon 120 poesie pubblicate
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Ho viaggiato in astinenza tra mondi di gente proiettata su un fondo bianco mentre io, reale, pagavo il fio di essere di carne e sangue e cuore. E sono solo fantasie innocue per credermi migliore mentre sanguino e tu, e tu banchetti e non conosci la miseria di chi pensa troppo.
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Sara Brayon
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Commenti (5)

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F
Fuori13 aprile 2010

Questa poesia è stupenda perché si snoda tra due terre parallele. Si sente la forza di chi scrive inseguendo una realtà sognata che non riesce a concretizzarti. Tutti i nostri personaggi, in fondo, non sono che la proiezione di un mondo che è più affascinante del nostro, e noi paghiamo il pegno di esserne meri osservatori. Riuscire ad esprimere tutto questo è un omaggio per tutti. la conserverò.

Giovanni Monopoli13 aprile 2010

bellissimi versi che in rifelssiva esposizione evidenziano quelle strade a volte diverse che vengono attraversate da chi inconsciamente si porta senza sapere che v'è altra via ove si soffre, si pena, si muore... poesia che così ho voluto interpretare

Camilla Pasetto13 aprile 2010

Io l'ho interpretata come la consapevolezza di una poetessa che si rende conto di essere lei reale, di sangue, carne e cuore e non altra gente che vive solo esteriormente, come vuote silhouettes proiettate su uno sfondo bianco, cioe' conformante... immagini per me chiarissime... l'astinenza la leggo come quella della vita vera, la vita interiore che da significato al nostro vivere, e la difficolta' di confrontarsi e incontrarsi con gli altri se non su un piano superficiale. Prima forse hai pensato di essere tu strana e i tuoi sentimenti irreali, poi hai capito che c'e' piu' follia nel mondo che in te... eppure a volte si invidi chi riesce a stare bene senza pensare troppo.

D
Dario Fociani23 aprile 2010

pensar troppo è una miseria, ne sappiamo qualcosa. dà coscienza di ciò che è e che non è, del mondo e di se stessi e spesso non è gradevole.

V
ValeriaCabrera3 giugno 2010

E' la solita domanda. Soma o Shakespeare? "Io voglio Dio, voglio la poesia, voglio il pericolo reale, voglio la libertà, voglio la bontà, voglio il peccato." "Insomma -disse Mustafà Mond- voi reclamate il diritto di essere infelice." E' una buona domanda...