La muta

Aspetto ancora
di cambiare adesso
lasciare la mia pelle
sentirmi diverso
Strisciando lentamente
con forti movimenti
è ora di lasciare
la mia pelle il mio sapore
Troppo tempo aspettato
ad ingoiare ratti
senza andare avanti
Restando a gingillarmi
illudendomi di tutto
credendo in niente
Ed ora devo muovermi
che una roccia mi aiuti
lascio qui la mia pelle
è ora di cambiare
è ora di andare avanti
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Commenti (3)
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Giorgio Lavino13 aprile 2010
bella poesia colma di belle sensazioni. Piaciuta davvero
M
Maria Rosy13 aprile 2010
queste rime in metafora mi piacciono molto, il musetto anche bella poesia complimenti
Raggioluminoso14 aprile 2010
Metafore altamente incisive ed espressive. Lirica che si legge d'un fiato e che si imprime nell'animo. Bellissimi versi, molto significativi. Graditissima!

