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Sociale 15 aprile 2010 · lettura 1 min · 2879 letture

Ovest

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Da oriente ad occidente, nella storia, sono migrati i popoli sovente, distanziando da sé sole nascente per ritagliarsi un angolo di gloria: pionieri nel Far West, Veneti a caccia di Bologna, Milano, di Torino, oppur del sogno mitico, argentino, cercando meta che futur procaccia; e gli Slavi in Germania e qui da noi hanno trovato in questi tempi casa, tingendo l’esistenza di pervasa voglia di migliorare, prima o poi. Per attizzar la speme che non muore, per i raggi del sole prolungare, per vederlo più tardi tramontare, forse è inscritto quell’ovest dentro il cuore.
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Forse la ricerca dell'ovest, intesa come miglioramento delle condizioni sociali, è connaturata alla natura umana, e ciò anche semplicemente all'interno di una città. Questa cosa mi fu detta una volta a proposito di Lisbona, ma anche Napoli e Parigi ad esempio, per citare due tra le città che conosco meglio, hanno i quartieri occidentali (Posillipo, Mergellina, il Vomero, ecc. la prima, e gli Champs Elysées, Grenelle, Auteuil, ecc. la seconda) più borghesi e signorili e quelli orientali più popolari e operai.12 marzo 2012
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Enio Orsuni15 aprile 2010

e che vuoi, poveri cristi. io non ce l'ho con loro perché de fossi nei loro panni spinto dal bisogno farei lo stesso. ce l'ho con lo stato (e soprattutto con martelli, il promotore) che avendo in mano l'economia nazionale ne ha permesso l'entrata perché i governanti in qualità di imprenditori li hanno sfruttati e sottopagati e al nero togliendo il lavoro a noi italiani dando loro (oggi) diritti che noi non abbiamo più. una poe da non dimenticare...

Gesuino Curreli15 aprile 2010

Il dolore é dolore ovunque vada, nella grossa città dell'occidente, nella contrada povera e malsana di un lontanissimo posto dell'oriente, e io sento dolore per ognuno, per il povero in cerca di fortuna, per lui che fa il poeta e il vagabondo, per chi sceglie di stare al chiar di luna, per chi soffre e non trova mano alcuna che lenisca un istante la sua pena. Mi vergogno di chi sopra il dolore ricama presupposti del diritto, di chi nella sventura tira dritto e lascia nel suo vomito l'amore che predica a parole e, poi, sconfitto, dovrà piegare il capo all'umiltà. Poeta, condivido la pietà, profondo sentimento, immenso amore, che fa degno il gran cuore che l'ascolta... il resto viene dopo, la stessa vita avrebbe poco senso, prima dell'aldilà.