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Impressioni 15 aprile 2010 · lettura 1 min · 5239 letture

E dilatami... e uccidimi il fiato

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Rose in bocche la fame divorano petali e respiri dita dal capo chino come pronte al decapitato inchino Trafiggi di nuovo nella cicatrice affoga tra veli e unghie l'olfatto legato al cappio silenzio digrignato e urlato Prenderò pupille al vento e farò di collane le perle le conchiglie raccolte tra il grano e le ombre Partoriscimi di nuovo fantasma che finge di piangere Di nuovo nel grembo feto tombale fammi tornare Busserò, sfonderò, piangerò, e lascerò segni di unghie alle porte dove sordo non farai entrare più nessun figlio Dilatami il cuore tra spille e baci da balia e dilatami... e uccidimi il fiato.
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Giorgia Spurio
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Commenti (6)

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P
Pp15 aprile 2010

Cosa si può dire o aggiungere per commentare i versi di questa creatrice di versi... Sogni e favole, stelle e luna... Giorgia e le sue poesie... Da conservare! Grazie Giorgia!

Michael Sharazi15 aprile 2010

Lo stile ed i temi dei tuoi versi sono entusiasmanti e coinvolgenti, un'altra splendida poesia scritta spogliando il delirio dei sensi. Bellissima

Hermetic Lunacy15 aprile 2010

Dilata la cicatrice cardiaca e inspira le silenti grida, digrignate al vento Sfregi di unghie, lasciati a straziare il decapitato fiato. Bei versi che dilatano piacevolmente le pupille del lettore

Calogero Pettineo15 aprile 2010

Coinvolgenti versi nelle tracce di lettura della vita interiore in una chiusa mozzafiato. Molto apprezzata.

Raggioluminoso15 aprile 2010

Versi forti e graffianti, nello stile di questa poetessa che sa incantare e affascinare il lettore con i suoi versi. Non si può passare indenni da queste letture: l'animo è inesorabilmente segnato da tanta profondità e bellezza espressa. Piaciuta tantissimo!

Quel silenzio, digrignato e urlato... che mi stordisce, che mi rabbrividisce pelle e anima, che stride come gesso sulla lavagna... I colpi alla porta, sordi, cadenzati, sempre più intensi... per convincere quel "fantasma che finge di piangere, a farci rinascere ancora e di nuovo decapitarci...