Incontro
Angelo Ricotta
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Appena s'accorse di me ebbe un sussulto
fissandomi spaventato si ritrasse
Non accettò la mia mano tesa
si mise in guardia zoppicante
Nei suoi umidi occhi marroni
più tristezza che paura
quasi una disperazione
Provai pietà per quell'essere
sporco innaturalmente magro
C'era come un rimprovero
nel suo sguardo
un'amicizia tradita
una violenza subita
Avrei voluto dirgli
sento angoscia per te
vorrei vederti felice
ci unisce questo terribile
destino di dolore
Ma non dissi nulla
rassicurato dal mio silenzio
s'allontanò barcollando
Proseguii per il mio sentiero
la lussureggiante campagna
spandeva nel terso cielo azzurro
i suoi torridi aromi
d'una vitalità irresistibile
e indifferente
©
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L'autore
Angelo Ricotta
Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran
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