Di zagare, e gabbiani
Maria Grazia Vai
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Nascosta,
dietro il grido di un gabbiano
io ti sento.
E in lontananza ti vedo ancora.
Lingua di terra
inghiottita
dalla foschia e dalla schiuma
bianca del mare
Sicilia, sei nel mio saluto.
Racchiusa
dentro questo vento
che ti solleva le vesti
e mi scompiglia
i pensieri - e i sogni
Sei l'odore di salsedine e limone
che ritorna
a violentarmi i sensi
- e il cuore
Sicilia, di nespole e medusa
Sei tra le pieghe frastagliate del mio respiro
qui, dentro le mie ciglia
che stringo forte
per trattenerti dentro,
- ancora
Qui, nell'anima
che è colma della tua passione,
inebriata
dal profumo intenso
delle zagare in fiore.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (4)
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N
Nikolas Malone19 aprile 2010
Poetico e delicato pensiero rivolto ad una terra bella quanto amara, grazie poeta per i tuoi versi bellissimi!
Barbara Rossi19 aprile 2010
Versi di grande suggestione ...descrivi con grande fascino l'ultimo scorcio di una terra che conservi nello sguardo, per conservarne tutta la magia ed il profumo. Lirica di nostalgico pensiero per una Terra che è un vero paradiso! !
Salvatore Ferranti19 aprile 2010
In questa foto riconosco la mia amata Siracusa... molto intensa e dolce questa poesia, dedicata ad un luogo che amo! Mi spiace soltanto di non essere stato presente... versi di grande spessore, molto apprezzati e condivisi. Una perla che conservo.
Clara Gismondi19 aprile 2010
Ne sento il profumo, ne sento il grido come fossero sogni a ricalcar l'anima! molto bella!



