Parlava col vuoto

Era seduto parlava col vuoto,
idee dal tempo confuse,
fluttuante la sua mente nel vento.
Narrava imprese e false parole,
si spacciava per Napoleone.
Una morte improvvisa feri il suo cuore.
Non era malato, ma soltanto un poeta,
non condannatelo.
Nella sua testa solo un sogno d'amore.
Cantare agli uccelli, parlare agli abeti.
La padrona delle tenebre lo chiamò.
"non andare" gli dissi.
Trovò pace cadendo nella notte,
poiché era un eroe non temeva la morte.
Non versate lacrime, siate contenti.
Nessuno l'amava neanche i parenti.
È stato portato ad essere matto.
Addio per sempre.
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Commenti (1)
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Angela Rainieri20 aprile 2010
Nella nostra società ci sono tante creature come quest'uomo che tacciati di follia sono lasciati in balia di se stessi... Lirica dolorosa e toccante, profondissima nella tematica trattata. Molto sentita e apprezzata.
