Lacrime di gelo
Maurizio Melandri
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Seppellisco questa tua gelida indifferenza
dopo aver deposto recisi fiori
nel mio cimitero in collina.
Scheletrici abbracci
esangui sfiorivano
su pelle diafana
mentre un'opalescente notte
testimoniava incurante
ai nostri singhiozzi dolenti.
Ossuti lupi di branco
randagi di un lontano presepe
arrotavano denti
in attesa che la lama infossata
nella scapola molle dell'addio
distillasse sangue.
Sfumato sogno
lasciasti solo pallide tracce
su neve candida.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (2)
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Aldo Bilato20 aprile 2010
è una gran bella poesia... metafore che coinvolgono... e che tagliano a fette il mio sentire... lo stile è quello che prediligo... asciutto, graffiante... istintivo. complimenti. cià.
Silvia De Angelis20 aprile 2010
Versi molto taglienti d'un doloroso addio d'amore. Intensa espressività ed idonee metafore ne sottolineano il fascino Lirica molto apprezzata


