Strategia di un addio
C'è una quiete slegata con cura
un filo di luce m'avvolge,
quel bagliore mi trapassa come vita,
non ho nozione certa dell'attimo preciso
nella fragile relazione di un destino.
Allora sfuggo volontario da ogni mestiere
e mi rendo conto dell'equivalente indifferenza
nel condurre anime o sfamarsi di solitudine
o nell'essere diseredati dagli anni.
Si parte sempre per amare ogni cosa
che impercettibilmente muore un poco ogni giorno,
eppure era solo nostro il modo d'intenderci
stendendo insieme lenzuola bagnate,
stendendoci su lenzuola asciutte
e così, via, per sempre,
in un immoto disperato regno d'amore.
Ma in testa ho la strategia giusta
per riportarti indietro:
"Riavvolgo di qualche ora il ciclo dei pianeti,
la rivoluzione delle lune,
lo scorrere violento delle stelle".
No, non m'appartengono i pianeti, le cose,
nemmeno la voce fra i denti,
e se potessi averti ancora accanto
sceglierei, inesorabilmente, di parlarti in silenzio.
©
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Molto bella, complimenti al poeta (Sebastiana Caliò)
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