AD ALDA (merini)

Poetessa della pazzia normale
gravavi nell'oblio, di coloro che non capirono il tuo imprimere energia.
All'insipida vita, di noi poveri mortali, idioti, automi
di questa putrida società.
Tu labbra rosso fuoco, fiamma nella tua mano
idilliaca utopia, nel tuo cuore di donna, di tempi ormai lontani
rimani nel cuore puro di vita limpida,
bambini senza onta di colpa.
La tua penna, come spada, colpiva nel segno l'ipocrita tiranno!
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Commenti (1)
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Antonella Bonaffini28 aprile 2010
Io adoravo ed adoro Alda Merini... la tua poesia è da me altamente condivisa. Bella e vera.
