Nastri di vetro, e zucchero filato
Maria Grazia Vai
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Ed è all'alba
quando ti sciogli tra i nodi del vento
e i sogni si piegano
alla voce del giorno
che io ti penso
e nel pensarti, muove una mano a disegnarti
come quando
eri l'alba e i tramonti
in un percorrere di fiato lasciato agli occhi
tra i ciottoli, le vene
e i marciapiedi della sera
E mi manchi,
mentre ti penso di altre mani a ricamarti i giorni
che nel dono l'attesa
ne farà eterno scrigno
e dell'amore che ho da darti e che non vuoi
ne farò stringhe
- di zucchero filato
per soffocarmi il fiato
e il cuore.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (5)
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Midesa28 aprile 2010
mangiato in un boccone il tuo zucchero filato... dolce come non mai... appassionato ma lieve... immensamente piaciuto
Kiaraluna28 aprile 2010
Zucchero filato che fa male al cuore, se quell'amore non può essere nostro. Malinconicamente bella quanto amara.
Fiammetta Campione25 marzo 2011
E' una poesia incantevole, nostalgica, malinconica, lieve, quasi in punta di piedi... una malinconia che sa... di zucchero filato. Molto apprezzata...
mario calzolaro25 marzo 2011
una tristezza sconvolgente che ammalia e conquista in questi versi. Preziosa luce li illumina... rseta nel cuore!
C
Citarei Loretta Margherita25 marzo 2011
una dolce triste poesia d'amore, molto bella, complimenti, apprezzatissima




