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Riflessioni 29 aprile 2010 · lettura 1 min · 1246 letture

Triste soliloquio

Ela Gentile 1447 poesie pubblicate
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La terra! Cos'è la terra?. Un canestro colmo di brutture ov'io, per sola virtù di dolore, ne scorgo il triste fondo ch'è per molti un segreto e una non desiata realtà. Vano è l'affannarsi alla dolce ricerca dell'oblìo e, del vivere, l'arte felice, pensando solo all'oggi propizio e ben disposto. Quel giorno sarà che molti piangeranno dolenti sulle spoglie del vano consumato cammino verso la meta felice non saputa e non voluta, né conquistata, e piangeranno, supplicheranno, l'angoscia penderà sul capo loro, ma tutto sarà vano, tutto perduto!.
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Queste erano riflessioni che io facevo all'età di diciotto anni. Infatti è una poesia di allora.

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Ela Gentile
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Commenti (5)

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Raggioluminoso29 aprile 2010

Intensi versi per un pensiero profondo. Quando una lirica è bella, non ha tempo, rimanendo sempre attuale. Molto piaciuta per stile, forma e significato trasmesso. Graditissima e condivisa!

Nessun miglioramento, all'agonia della Terra, anzi: siamo ormai agli ultimi suoi respiri stanchi ed affannosi. Facciamo ancora in tempo a cambiare rotta, ritrovando la voglia di curare con amore la "casa" in cui viviamo, ma non possiamo delegare questo compito agli altri. Siamo noi i custodi, soltanto noi, tutti insieme.

Salvatore Ferranti29 aprile 2010

Stiamo riducendo la nostra terra in uno stato pietoso, e questo è molto, molto triste purtroppo. poesia che porta alla riflessione sull'egosimo umano. bella, apprezzata.

Moreno il Duca29 aprile 2010

versi belli e profondi i problemi che c'erano allora esistono anche oggi e credo siano peggiorati questa è casa nostra se noi non abbiamo le attenzioni verso di lei chi può averle? penso che con impegno riusciremo ancora a mettere un pochino d'ordine però bisogna darsi da fare ora, non delegare questo alle future generazioni. bella e condivisa brava ela

Azar Rudif30 aprile 2010

A giudicare dallo stato attuale, sarei portato a pensare che i 18 anni li hai compiuti ieri. Purtroppo, questo è lo stato attuale che vede un pianeta violentato ed abitato da una razza pseudo- intelligente che si autodistrugge fisicamente e civilmente. E' una raza il cui comportamento è paragonabile a quello di un parassita, di una cavalletta che dopo aver consumato tutto cò che incontra cerca altro da distruggere e non pensa mai a costruire. Sembra avere un unico scopo di vita: la distruzione condita da vile autocommiserazione... Meglio non pensarci e sperare che questa razza si distrugga al più presto ...