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Introspezione 1 maggio 2010 · lettura 1 min · 2141 letture

Puzzo di fabbrica

Gabry Salvatore 199 poesie pubblicate
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Il tempo passa, ma nulla cambia macchine sterili produzione incessante solitudini inespresse. Meccanici meccanismi di abitudinari e ripetitivi movimenti abiti blu da lavoro e sfruttamenti. Agli occhi delle fruste e di quelli che non hanno capito serberai rancore orrore che ispira la sofferenza sotto gli occhi di un padrone il tempo passa ma il puzzo di fabbrica resta.
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Il tempo passa e le ingiustizie ai danni dei lavoratori restano. In questa giornata dedicata alla festa del lavoro vorrei esprimere un pensiero a questa categoria di lavoratori che soffrono perché sottopagati, sfruttati vivendo il dramma della precarietà pur rischiando la vita ogni giorno. Coraggio!

L'autore
Gabry Salvatore
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Commenti (3)

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Ed è proprio stamattina, in tv, si parlava dell'ennesima tragedia sul lavoro. Una ragazza ventitreenne, laureata, assunta in nero e sottopagata in una fabbrica, è morta soffocata dai propri abiti impigliati nella macchina da lavoro. Quanti sono, ancora, i luoghi nei quali non esiste nemmeno il minimo di sicurezza che la legge prevede?

Al nome schiavo hanno sostituito il nome... lavoratore... Grazie per aver parlato di questo tema. Molto coraggiosa e bella questa tua lirica.

L
Loreta Salvatore3 maggio 2010

Riflessione sulla storia e sul ruolo svolto dal lavoro come trasformazione dei mezzi di produzione e dei meccanismi che hanno determinato l'oppressione della classe operaia. Nonostante il passare del tempo, resta lo sfruttamento dell'uomo, il ledere la dignità altrui senza chiedersi il perché.Molto condivisa ed apprezzata.