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Sociale 2 maggio 2010 · lettura 2 min · 8286 letture

Abusi

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Il mio disagio, i miei lamenti si arrampicavano sulle piastrelle di un bagno freddo in cima ad un pianerottolo buio o sotto gli alberi di un fico complice. Avevo solo sei anni e loro non pensavano altro che a soddisfare i desideri della loro anima perversa. La mia spensieratezza si è dissolta in un attimo spietato ed il mio pianto muto continua a perseguitarmi nella rabbia di vederli felici e ignoranti con le loro mogli e i loro bambini stupidi. Dov'era Dio quando hanno strappato la mia innocenza, dov'è quando gli insulti e le malvagità vanno oltre i limiti. E' troppo impegnato a gongolarsi nelle sue chiese finte sulla bocca degli ipocriti, dei peccatori è troppo occupato a guardare i suoi angeli perfetti. La solitudine ha spento il mio sorriso e la tristezza è l'ombra che oscura il mio volto. Non c'è perdono per quelli come loro, non c'è comprensione ne pace per quelli come me. Un mezzo uomo, una finta donna, un vuoto dentro, identità annebbiata, oscurata, un'anima in pena che aspetta di vedere i suoi carnefici morire ad uno ad uno. Ma Dio ha pietà di loro, Dio ha un amore sconfinato forse troppo, ma con me è stato molto arrabbiato con me ha chiuso occhi e orecchie e ha proseguito lasciandomi da solo con la mia pena.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

L'abuso da parte di altre persone su bambini ingenui ed innocenti. La pena di crescere con un segreto dentro che scotta e non ti permette di vivere in maniera normale, ti marchia l'anima. Solo chi ha subito l'abuso può capirne il dolore.

G
L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (7)

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Berta Biagini2 maggio 2010

Versi che sono come un pugno nello stomaco talmente fanno male – quando si sentono simili fatti è talmente forte la rabbia che tutto viene messo in dubbio. Commossa come mai per queste parole che sembra non debbano seppur a distanza di tempo trovare pace.

P
Pp2 maggio 2010

Terribile tematica. Ben espressa, proprio per la difficoltà che strugge il cuore al solopensiero. Molto , la segnalo e fiocco di merito, per la sensibilità, condivisa e sentita.

Ausilia Giordano2 maggio 2010

I versi, ben organizzati, esprimono una tematica pienamente attuale. Chi non legge con sgomento e ira contro la violenza su persone incapaci di capire e di difendersi! E' questa una cruda denuncia, fatta con coraggio, di una realtà ambigua e incapace di dominarsi e di avere rispetto per gli altri. Condivido pienamente.

Triste2 maggio 2010

Dolore e rabbia in questi versi che gridano l'ingiustizia e la malvagità di un mondo malato. Intensa, cruda poesia.

Gerardo Novi2 maggio 2010

Sono rimasto senza parole... mi ha colto un vuoto inspiegabile eppure avrei migliaia di cose da dire su questo argomento... niente, scusa, complimenti un espressione forte per una tematica forte. Applausi e fiocco per questo stupendo lavoro. Grazie.

D
Domenica Carrozza4 maggio 2010

Strappare l'innocenza è un'azione indegna per chi viene definito uomo. Il dolore espresso in questa lirica mi rimanda indietro nel tempo, solo chi ha patito un simile oltraggio, può capire fino in fondo questo magnifico e crudo testo. La mente non ha pace e neanche il corpo.

mp47pasquino11 gennaio 2011

Nel leggere questa opera, mi nasce un profondo sconforto, qualcosa che ferisce l'anima e maledice tutte le ingiustizie perpetrate agli innocenti, ai miei tempi in borgata a Roma succedevano le stesse cose, bimbi violentati nella loro purezza dai più grandicelli in un gioco atroce... allora non c'era scelta o subivi o dovevi far subire in questo tremendo brutto gioco delle crudeltà, nelle famiglie guai a parlare di ciò che succedeva era tabù, nelle chiese forse venivi attirato a confessare e li iniziava un'altro perverso gioco che benedetto dal signore profanava le mura innocenti di chi credeva ad un Dio Buono e forse era ancora peggio la!