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Amore 2 maggio 2010 · lettura 3 min · 3140 letture

Ode al Chiaro di Luna

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Oh tu che se' tra gli astri, oh bella Luna, de' notturni erranti i passi a ducare, accogli e avvera sìccome una runa le verba che ti desio pronunziare... pronunziar mentre a Te il volto rivolgo dalle lagrime solcato repente ché tanto da lontan tempo mi dolgo in grazia d'un Amor mesto e portente. Innumerevoli sono gli istanti che infelice senza Pace trascorsi tra terribili tormenti spasmanti... tra gravi e lamentevoli rimorsi, onde accrebber l'infelicità umana e la trista, cupa solitudine sotto il ciglio aspro d'una Sorte arcana giurante amarezza e ria inquietudine. Or però m'è uggia il lagrimar frequente che, fido servitore del tormento, terribilmente fia vane... fia spente le pur frali ore di gioia, di contento; e m'è sprezzo del Destino fatale nel sollazzo sempre rinvenir dolor poiché un dì ignoto demòne mortale schernente a me proibì le beltà d'Amor. Indi a Te che qui mi scruti solingo accompagnato dalla mia ombra istessa, di spemi... di sogni una prece tingo, affinché dalla sua voce sommessa possa poi migliorare l'avvenire d'un viver che tanto privo d'Amore ancora parmi straziare e ferire i reconditi recessi del core. Orsù, mia Luna!... Discernimi tosto se un impavido sentire amoroso... se un bel sentimento che non ha costo s'asconda scaltramente delizioso nel seno di lei ch'adoro in segreto, nel suo spirto, nel suo dolce respiro e nel ciglio sempre profondo e lieto che da principio, senza tregua, ammiro insieme ai guardi suoi... guardi celesti che spesso paiono loquar a qualcheduno, forse a me, forse a uomo più fortunato... forse a se istessi, ahimè, oppur a nessuno. Dimmi, candido Astro onesto e sincero, quale immago le sue picciol pupille con lume d'interesse ognor foriero... con imbalsamate e amorose stille ammirando vanno scaltre e prudenti, mentre in loro una possanza traspare che in me desta le membranze ridenti d'un Amore che pur vorrei abbracciare. Respondi, oh Luna, all'alma dubitante dicendole se i sogni ripetuti del suo pio, notturno esser anelante possano avverarsi o stare anco muti nel core d'un silenzio sepolcrale interrotto sol dal canto rapace della nottola di ciò ch'è fatale... di ciò ch'ai miseri toglie la Pace. Ma Cielo!... Che fio? Parlo teco, Luna, che da Lassù puoi solo illuminarmi per indicarmi il sentiero e la cuna... che puoi solo di pia Luce irradiarmi?... Non havvi per questo Fattor alcuno che recarmi possa una gentile aita!... Non havvi in questo mondo nessuno che rischiararmi possa pur la vita!... Allor sarà ognor mio dolce mistero... mio delizioso e pur vano segreto quest'Amore che, sebbene sincero, giammai sarà pago... giammai lieto. Razionalità! Novello oppressore!... Repressione! Concetto utile e orrendo!... Addio per sempre, mia Speme d'Amore: purtroppo è l'onore cui forte tendo.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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