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Introspezione 5 maggio 2010 · lettura 1 min · 7135 letture

Una Veste Quadrata

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Ho scorto troppe volte la mia vita tremula smarrirsi leggendo i fondi di una tazza di caffè. Ho visto stelle rovinate dall'ipocrisia sogni che si logoravano ancora nuovi volare via torri che crollavano disseminando morte tra compromessi costruitisi a fatica. Chi disse che la nostra avrebbe potuto chiamarsi Vita si ubriacò per alterare il senso di quelle parole per dare incautamente un diverso colore per celebrare la morte che col suo volto consapevole cibandosi delle mie ossa avrebbe cancellato qualsiasi odore... Si appassirà il mio corpo abbandonato tra foglie arrugginite l'anima mia vagherà a piedi nudi che non conosceranno sangue tra quelle vie incognite ed infinite in uno spazio che diverrà il soprabito del tempo in cieli di color smeraldo e mari che non conosceranno sale. Io nacqui con una veste scura in questo immenso mondo l'ombra terrena piegando il capo mi dovrà adesso finalmente abbandonare.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (23)

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Daniela Pacelli5 maggio 2010

Sentirsi smarriti, vedere le stelle rovinate dall'ipocrisia, sogni che si logorano ancor nuovi per volare via, sono pensieri che giungono solo da un'anima sensibile che sa carpire da ogni singolo attimo di vita le emozioni più grandi e più vere. Suona come un cedimento dell'anima, che si lascia andare in un momento di debolezza. Ma è solo un attimo, perché l'ombra terrena, sarà lei ad abbassare il capo, dando luce all'anima, che vivrà dei colori dei suoi pennelli, di verde, come verde è la speranza che mai morirà di avere sempre il meglio dalla vita, o almeno quello che ognuno si merita. Bellissima societta questa introspezione, condivisa tra l'altro!

Aldo Bilato5 maggio 2010

il soprabito del tempo... sei allucinante! più che una donna... sei un sentire di emozioni... solo che non capisco... le tue ultime introspezioni... hai un detonatore... che quando innesca cose come questa... lascia ammutoliti... non ci dai scampo... con versi come questi ne potresti fare una commedia... la tua... strabellissima. complimenti. cià.

Rossella Gallucci5 maggio 2010

"Io nacqui con una veste scura... l'ombra terrena ... mi dovrà... abbandonare" ... Sono versi struggenti, ma anche pieni di consapevolezza e di speranza per il futuro. Bellissime metafore per una profonda riflessione sulla vita. Bellissima lirica

Clara Gismondi5 maggio 2010

Ineluttabile come la morte... Vita di grande passione e sofferenza si sfoglia fino alla fine lasciando un senso vago di abbandono... Struggente e molto bella!

Troppe volte... la delusione, il disincanto... Ora anche il corpo appassirà, liberando l'anima scalza verso nuovi sentieri, che forse conosceranno un'altra vita. Sfilarsi la veste scura, per indossare quella del color del cielo. Sapremo cogliere il segnale della ripresa? Lo spero...

Enrico Baiocchi5 maggio 2010

Un voler a tutti i costi esser presenti alla propria fine, anche questa è una forma di immortalità, accompagnare la propria anima staccatasi dal corpo e vederla finalmente libera per capire dove avrebbe voluto che noi la conducessimo, riprendere quei sogni distrutti sul nascere e ridare vita a quel corpo appassito tra foglie arrugginite. Solo allora la morte sarà sconfitta.

Azar Rudif5 maggio 2010

Storie e immagini di una vita comune a gran parte degli uomini. E' la storia, è la razza umana è questa vita che è così. Ma siamo solo di passaggio e ungiorno ci spoglieremo di questo tempo come fosse un soprabito. Per il momento possiamo solo decidere di vestire diversamente, ma non possiamo quasi mai uscire dai nostri vestiti.

Vivì5 maggio 2010

Una poesia molto malinconica. Una profonda analisi del proprio esistere. Un sentirsi come persi e fuori luogo a questo mondo. Per fortuna sono solo attimi di tristezza infinita, tornerà di nuovo a splendere il sole, tornerà la gioia di viverla questa vita. Così l'ho letta. Lirica molto apprezzata.

Pino Tota5 maggio 2010

Tutto ritorna, tutto ci portiamo dietro: il passato e il presente coincidono e, con essi, anche tutti quei momenti bui, che invano vorremmo disconoscere, e che ci sono appiccicati addosso, come sull'acchiappamosche. Anzi, che ci costituiscono. Che rappresentano il segno tangibile della nostra fragilità... dell'angoscia, per l'appunto, di non esistere... pur esistendo. Una lirica stupenda di una poetessa di gran classe.

Kiaraluna5 maggio 2010

Credo anch'io che si nasca con una veste già pronta... perché pare non esserci modo di cambiare colore al nostro destino... Sentitissima e condivisa, stupenda poesia.

Salvatore Ferranti5 maggio 2010

Credo che non siamo nati cosi... la veste ce l'abbiamo addosso, ma la possiamo colorare, se ci crediamo davvero. Il corso del destino può essere deviato... bella poesia, molto raffinata.

Una veste quadradata ad indicar maschera di burla nei confronti di una vita che ci mette a sua disposizione ferite e delusioni e dalla quale vorremmo scappare? Guardare un fondo di caffè per carpirne un destino... E dopo tutto, macherà solo che si assenti anche la nostra ombra per non darci più una mano... Versi mirabili... Stupenda introspezione nella sua sottile tristezza ... Applausi poetessa

Berta Biagini5 maggio 2010

Versi nei quali sembra che nella vita niente sia andato nel verso giusto e si aspetta con ansia quel passaggio che ci spoglierà di quella veste che portiamo dietro sin dalla nascita.

P
Pp5 maggio 2010

Sempre emozioni nuove seppur tristi e malinconiche, i versi così stilati recano un colore tenue... Complimenti sempre! Anche per il libro!

Silvia De Angelis5 maggio 2010

In alcuni periodi ci si sente davvero persi, in una dimensione che sembra non appartenerci per quanto è pesante ed insostenibile, resa ancor più ombrosa, da un vissuto che non ha riservato i risultati sperati... ma all'improvviso si riaccende un bagliore e si ricomincia un capitolo del tutto nuovo... Tristissima lirica, molto apprezzata

Moreno il Duca5 maggio 2010

Antonella al momento della nascita il nostro destino è già scritto e possiamo lottare imolarci piangere ridere, ma questo non lo cambieremo di una virgola brava piaciutissima la tua lirica complimenti

D
Dalassa5 maggio 2010

Mi aiuta credere che abbiamo già vissuto altre vite e che siamo ancora qui per migliorarci sopportando il destino che ci fa soffrire e che mette alla prova la nostra sopportazione. E' una forma di purificazione non di punizione... quindi il viaggio va avanti fino ad arrivare all'ultima, magica soglia della perenne felicità. Io aspetto. Grande ed emozionante poesia.

Cristina Khay5 maggio 2010

Eppure... quanto abbiamo voluto esserci, qui. Ogni lacrima ed ogni sorriso rendono eterno questo piccolo attimo chiamato vita. Mi è piaciuto moltissimo questo testo di profonda riflessione.

Danielinagranata5 maggio 2010

Questa vita malinconica fatta più di dolori che di gioie versi molto profondi e intimi tristi ma di una straordinaria bellezza

Nadia Mazzocco5 maggio 2010

Emozionante e stupenda pur nella sua tristezza, molto profondo questo tuo sentire, lo apprezzata tanto!

P
Paolo Faccenda5 maggio 2010

La lirica si fa molto intensa, addensando molto dolore e molta delusione, con passaggi espressivi anche notevoli e degni di nota. Molte realtà si possono leggere in essa, che paiono non trovare spiegazione, e forse nemmeno una risposta; ma ritenendo che non siano date per scontate, credo che una risposta certe cose debbano almeno averla, quando non, in verità, giustizia. Molto apprezzata!

Antonella Scamarda5 maggio 2010

Introspezione profonda in versi malinconici... immagini e metafore molto suggestive... Brividi ed emozioni! Bellissima...

mario calzolaro6 maggio 2010

Ombre e luci... forti effetti drammatici e pathos espresso magistralmente!