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Sociale 8 maggio 2010 · lettura 2 min · 932 letture

Giglio

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Serenè 35 poesie pubblicate
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Piccolo seme portato dal vento, nel ventre caldo di una terra fertile, accolto, coccolato, nutrito, cresciuto. Sbocciato all'alba di un giorno d'estate. Bianco tenero, profumato giglio, che spunti radioso su un prato di seta smeraldo, nutrito da terra e da sole e, amato. Sbocciato all'alba di un giorno d'estate. Sei forte a intemperie invernali, che il tempo scorrendo, ha portato. Coperto da piante perenni e protetto, amato, nutrito, sei pronto alla vita futura. Bellissimo candido fiore, che vivi felice il tuo tempo, ignaro che mostri che temi, vestiti di nero e cattivi, a volte s'incontran davvero. e, sempre non stanno nel bosco, ne' in antri spettrali. Nessuno, ti ha detto, che belle e, leggiadre farfalle, talvolta si cambian la veste? Le amiche farfalle, che volano attorno al tuo cielo, posandosi sui petali lievi, si scaldano al sole, giocose. Il vento vi culla all'unisono, in danza comune. Poi, il sole scompare ad un tratto, coperto da velo grigiastro, ed anche la brezza va via. La luce pian piano, si spegne. Un lugubre telo di nero velluto, la cela del tutto. Ed è Buio! Un brivido intenso e improvviso, ti scuote. Lo stelo ed i petali tremano. Paura! Mio Giglio adorato! " Farfalla soave e leggiadra": si muta in orribile mostro, dai denti bestiali e dagli occhi di fuoco. Attonito e solo, soccombi, impaurito, mio piccolo fiore Un fragile petalo bianco, si lacera e sanguina. Il mostro scompare, furtivo. Lasciandoti il gelo nel cuore, un pezzo di ghiaccio sì duro, che il raggio del sole d'estate, né quello più caldo e cocente, riesce mai a sciogliere, né piante perenni. Dolore! Dolore! Sconosciuto, straziante, sordo. La terra, incredula tace. Si lacera dentro, ti stringe, ti culla, ti nutre, ti coccola invano. Affranta e impotente, si chiude, si secca. Tu, fragile adesso, lo stelo piegato, mio tenero giglio, piangente. Deluso e ferito, vorresti soltanto tornare, quel piccolo seme portato per caso, dal vento, nel tiepido, solido ventre, di tua madre terra.
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L'autore
Serenè

Mi chiamo Serenella Menichetti, in questo sito scrivo con lo pseudonimo di Diliana. Sono nata a Cascina (PISA) il 17/02/1950. Ho cominciato ad entrare in contatto con la poesia, molto presto. Racconta mia madre, che riuscivo ad addormentarmi, solamente se qualcuno declamava una poesia. Ho cominciato a scrivere se

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