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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Elisa Cordovani
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Introspezione 8 maggio 2010 · lettura 1 min · 1367 letture

Lo sguardo del cielo

E
Elisa Cordovani 118 poesie pubblicate
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ho abbandonato i miei desideri su spiagge deserte -non sono più ritornata ricordo lo sguardo del cielo, cupo e senza più pazienza per chi come me voleva solo svanire Esiste una lontananza che non si colma mai -tra due anime che non si amano più ho perdonato la vita di tanti pensieri confusi, di dolori senza tempo e lo sguardo del cielo velato di lacrime di pioggia per il mio coraggio di guardare in un buio precipizio Se si strappa l'anima in mille te stesse non basta un ti amo per ricomporre il cuore Sono ancora sola sotto un cielo che chiude lo sguardo al sangue e al pianto, per far finta che tutto sia a posto -niente forse lo sarà il mio sonno non è riposo dalle lacrime, ogni mio sorriso e carezza nudi e scoperti alla vita lo sguardo del cielo e' il calore di un tramonto sulla mia voce già lontana
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...guardo il cielo, ma lui guarda e ascolta me

E
L'autore
Elisa Cordovani

Ho 34 anni e vivo nella campagna tra Pisa e Firenze,di giorno faccio la cassiera in un supermercato, di notte.....scrivo!!!!!!!!!!!!! Mi piace moltissimo la poesia,ho sempre scritto anche racconti,da quando ho imparato a tenere la penna in mano. Mi piace l'arte in tutte le sue forme,ho fatto un tentativo-misero-di pit

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Commenti (4)

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Salvatore Ferranti8 maggio 2010

Nel cielo scrutiamo, e nel cielo ci riconosciamo. poesia molto bella e profonda, introspezione che porta alla riflessione sulla vita.

mario calzolaro8 maggio 2010

ELISA è tra gli Autori più "ricchi" ed interesanti del sito. Anche questa lirica, MERAVIGLIOSA, ne esalta lo stile e la sensibilità.

Giorgia Spurio9 maggio 2010

perché si abbandonano i silenzi ai desideri? su deserti che possano non urlare? e l'anima non più ritorna eppure si ricorda lo sguardo del cielo che cupo e senza pazienza guarda chi voleva svanire, annullarsi. perché il vuoto solo lui sa colmare la lontanza? e due anime non si amano più?eppure si perdona la vita, tra confusioni e dolori, tra il tempo che si ferma su quel dolore. ma Padre Cielo guarda tra le lacrime chi sul precipizio sa forse strapparsi l'anima, quelle mille anime che ogni giorno indossiamo. e quel"ti amo"spento e tanto atteso eppur non farà correre il cuore, e sola l'anima si chiuderà al sangue e al pianto, e un'altra maschera indosserà. il sonno non è riposo delle lacrime. il sorriso è nudo solo al cielo e la voce nuda al tramonto

P
Poeta Mario Arena7 aprile 2013

Un cielo plumbeo per descrivere l'anima distrutta e non più ricomponibile. Un amore finito lascia sempre vuoti incolmabili e nulla potrà ricomporre i frammenti del cuore. Ho ancora i brividi. Grazie per aver posato qua i tuoi splenditi versi.