Perché la notte io possa esser seta
Giorgia Spurio
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Perché la luna
trafigge d'ossa
Platino di stelle
sul sangue degli innamorati
Che si tolsero cuore
sulle gradinate del tempio...
E sognerò il tuo sconosciuto sole
Luce che si farà sposa
dei veli neri che indossavi
al lutto dei silenzi
E rapirò solitario incubo
da far tacere
Rinchiudendolo aldilà del fiume
Aldilà del confine...
E scavalcherò le mie ansie
Alle scale dove giaci
Senza voce che possa ricondurmi al tuo giaciglio
Sai che non mi doneranno mai baci i tuoi leoni?
Sai che mai potrò competere alla bellezza muta del pavone?
Sai che sarò come libellula
Da poter volare un solo istante
E chiederò quel tuo bacio
Proibito fiore dal bocciolo...
E diventerò raggio di luna
Umile seta che la notte
Ti carezzerà la bocca.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (5)
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Raggioluminoso8 maggio 2010
Versi originali e un poetare che lascia sempre estasiato il lettore. Grandissimi versi per questa magnifica lirica.
Calogero Pettineo8 maggio 2010
Splendidi versi che affascinano il lettore per la sua originalità espressiva, uno scorre piacevole del testo, una carezza delicata. Molto apprezzata.
Rita Stanzione8 maggio 2010
Dolcissimi versi rivolti al proprio amore, fanno sognare!
Antonella Borghini Anto Bee9 maggio 2010
splendido esempio di poesia. Rapida, sensazionale. Piaciutissima.
Antonella Modaffari Bartoli10 maggio 2010
Mi è piaciuta molto e l'ho segnalata! Complimenti.





