Gli angeli a volte camminano
A volte costeggi un campo
sorprende la reverenza del grano
spighe piegate dal vento
baci al fango e
preghiere al cielo
Il vento comanda
ulula leggi fredde
incomprese volontà camuffate
parole che distolgono
nuvole nascondono l'essenza
Il grano non chiede
non apre gli occhi alla voce
non serve guardare
ascolta il silenzio
gridano rondini e corvi
la spiga tace
Il campo si perde nel fumo
d'estate che segue la pioggia
ride dai fossi la rana
canta d'amore all'ortica
-la bocca sporca di fango-
tace la spiga
Passa la mano leggera
accarezza un angelo il grano
nel fango del silenzio
-matura-
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Commenti (2)
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Veitla10 maggio 2010
E' bello il grano che non conosce rabbia o ipocrisia ascoltando il silenzio, per questo l'angelo lo accarezza, basta esser rane e già siamo nel fango. Ricca di spunti per riflettere, bella
Rosy Marchettini10 maggio 2010
Poesia da onservare tanto questi versi sono forti, dolci e profondi E' un canto alla natura e alla elevazione spirituale dell'anima Applausi, Dario e fiocco rosso Piaciuta nel profondo del cuore

